di Giuseppe Carroccia—-

Adesioni al 60% dello sciopero nazionale del Trasporto Pubblico Locale lunedì 24 febbraio per il rinnovo del contratto e la democrazia sindacale proclamato da Usb. Punte del 75% a Milano. A Roma si sono fermati l’80% dei mezzi, con la chiusura di Metro C e Ferrovia Roma Viterbo e il servizio rallentato sulle altre metropolitane.

Gli scioperanti chiedono un referendum sul contratto per ridare dignità alla categoria. Per questo sono state raccolte migliaia di firme.

Ma è tutto il comparto trasporti a essere in fermento.

Lunedì 3 marzo l’Assemblea dei macchinisti e dei capitreno discuterà di come reagire alla manomissione del diritto di sciopero della Commissione di garanzia. Si ragiona su uno sciopero per il 12 marzo.

L’otto marzo i lavoratori dei trasporti parteciperanno allo sciopero ormai consolidato nel giorno della Festa della Donna.

Continua anche la mobilitazione dei lavoratori del trasporto merci Cargo per la sicurezza e turni umani.

Ad Atene il 28 febbraio è nato il coordinamento internazionale dei lavoratori portuali protagonisti in questi anni del boicottaggio dei trasporti militari, contro la guerra.

Anche sul versante dei pendolari molte sono le iniziative in campo in tutta Italia. A Bologna è partita la protesta contro l’aumento del biglietto a 2.50 euro voluto dalla giunta Lepore di Centrosinistra. A Roma la mobilitazione degli studenti e dei pendolari è per ora riuscito a fermarlo.

Tanti sono i segnali di una categoria che potrebbe trascinare con le sue mobilitazioni per aumenti salariali adeguati l’intero mondo del lavoro.

Il referendum della Cgil e gli scioperi per il contratto dei metalmeccanici segnalano una possibilità di allargare il fronte.

Contro il liberismo e l’economia di guerra.