di Gianni Lucidi—-

Circa centomila persone hanno attraversato Roma nella manifestazione nazionale della CGIL della via maestra lo scorso 17 ottobre . Le parole d’ordine più gettonate sono  state  sicuramente “no al carovita” e  “Più salari, meno precarietà”. Una manifestazione importante anche se non imponente come accade quando le sigle confederali non scendono in piazza unite. E su quest’ultimo punto bisogna considerare che seppur un po’ tardivamente la CGIL almeno è stata in grado di dare una risposta, un po’ timida ma comunque importante rispetto alla fase economica che stiamo vivendo. La Cisl, oramai, filogovernativa a tutto campo, e la Uil non pervenute.

Corteo caratterizzato dalle diverse sigle della FIOM e, a differenza degli altri cortei, poca rappresentanza dello SPI Cgil che caratterizza di solito numericamente i cortei nazionali. Molti giovani presenti tra cui lo spezzone dei Giovani Comunisti finalmente compatto e numeroso che ha condotto il furgone in maniera gioiosa lanciando slogan di lotta sia rispetto al proprio comparto di riferimento che della situazione nazionale ed internazionale. Forte infatti è stata l’eco delle rivolte francesi.

Sostanzialmente lo spezzone di Rifondazione, tra le organizzazioni partitiche, era quello più organizzato  e numeroso, buona presenza di AVS, appena sufficiente il movimento 5 stelle e i vari rappresentanti del PD. Ma quello che è risaltato è stata particolarmente la presenza giovanile di varie organizzazioni presenti sul territorio nazionale, anche abbastanza critici nei confronti delle politiche sindacali della CGIL.

Forte la voglia di scendere in piazza per gridare la propria precarietà rispetto al carovita che si stà mangiando interamente i salari dei lavoratori così come condiziona il diritto allo studio degli studenti.

Ed è stato importante, rispetto a quest’ultimo punto, vedere un’unità di intenti che non si vedeva da diverso tempo. Sta di fatto che il clima avvertito nella manifestazione lascia ben sperare in un prossimo autunno di lotte sociali a questo governo fascio-liberista della Meloni.

Landini ha lanciato lo sciopero generale per il 20 novembre mentre già era stato indetto da USB e altre sigle dei sindacati di base per il 30 ottobre. Su questo si doveva e si poteva fare di più, è ormai giunta l’ora per la CGIL di unire le lotte contro questo governo a tutte le altre realtà sociali e sindacali per rendere più evidente l’opposizione sociale in piazza. Il Prc sarà presente, come sempre, e auspichiamo che si riesca a costruire una grossa mobilitazione unitaria contro le politiche neoliberiste.

La manifestazione si è svolta senza incidenti o episodi conflittuali, i manifestanti hanno dimostrato che quando si scende in piazza per i diritti  sociali, l’unità prevale sull’individualismo.