di Massimiliano Rossini—-
Guidonia, oltre 200 in piazza per la stazione: «La chiusura è una scelta politica, l’Amministrazione assuma atti vincolanti»
Grande partecipazione al corteo promosso dal Comitato “Riattiviamo la Stazione”. Rifondazione Comunista: «Servono atti concreti e delibere in Consiglio, non post sui social. Pronti all’esposto in Procura per denunciare i disagi subiti dai cittadini».
GUIDONIA MONTECELIO – Una risposta di popolo, partecipata, viva e determinata. Oltre duecento cittadine e cittadini, insieme a lavoratori pendolari e studenti, si sono dati appuntamento ieri a Guidonia per il corteo promosso dal Comitato “Riattiviamo la Stazione”. Un fiume umano che ha attraversato le vie della città per fare sentire con forza la propria voce contro lo smantellamento dei servizi pubblici essenziali e contro l’inerzia delle istituzioni locali.
In prima fila, come anima attiva e costante della mobilitazione, le militanti e i militanti del Partito della Rifondazione Comunista che, fin dal primo momento, sostengono le vertenze territoriali a difesa del diritto alla ro Lombardo.
«La chiusura della Stazione Centro è una scelta puramente politica» spiegano da Rifondazione Comunista e dalle forze della coalizione sociale e politica. «Accettare passivamente lo smantellamento dello scalo storico significa arrendersi e voltare le spalle ai bisogni della cittadinanza. La città non si governa con i post su Facebook o bloccando i commenti ai cittadini, ma proponendo e votando atti amministrativi vincolanti nelle sedi preposte.»
Le richieste e la svolta giudiziaria: pronto un esposto alla Magistratura
La battaglia contro la disattivazione dello scalo centrale si sposta ora anche sul piano legale e giudiziario. A breve, infatti, il Comitato depositerà formale esposto alla Magistratura per denunciare e mettere nero su bianco i gravi e continui disagi che la chiusura della vecchia stazione sta comportando a danno di centinaia di lavoratori, studenti e pendolari, privati di un servizio essenziale di mobilità quotidiana.
Parallelamente al piano istituzionale Rifondazione Comunista e il Comitato chiedono al Sindaco e alla Giunta di abbandonare la linea della resa e di predisporre immediatamente un formale Atto di indirizzo politico-amministrativo – da approvare in Giunta o in Consiglio Comunale – da inviare alla Giunta Regionale del Lazio per chiedere:
La modifica e l’adeguamento della mobilità e della qualità della vita di chi vive e lavora a Guidonia Montecelio.
«Una scelta politica, non un’imposizione tecnica»
Al centro della contestazione c’è il tentativo di far passare la chiusura dello scalo passeggeri di Guidonia Centro come un’imposizione tecnica ineluttabile targata RFI. Una narrazione smentita dai fatti e dagli stessi interventi pubblici del Sindaco Maua DGR 327/2018: Revisionare la Delibera di Giunta Regionale per integrare il Contratto di Servizio con Trenitalia e garantire il ripristino e il mantenimento delle fermate commerciali a Guidonia Centro, in piena coerenza con gli indirizzi del PUMS metropolitano (Delibera n. 2/2022);
La revisione della Delibera Comunale n. 79/2026: Revocare la privatizzazione e la gestione a pagamento affidata a FS Park per i parcheggi di Collefiorito, ripristinando la totale gratuità della sosta a favore dei pendolari.
La mobilitazione continua.
La manifestazione di ieri ha dimostrato che la comunità di Guidonia non ha intenzione di subire passivamente decisioni scriteriate calate dall’alto. La pressione popolare, politica e legale proseguirà su tutti i fronti.
«Ringraziamo tutte le cittadine, i cittadini e i nostri militanti che ieri hanno messo corpo e passione in questo corteo», concludono da Rifondazione Comunista. «Il diritto alla mobilità e alla città non si baratta: continueremo a lottare fino a quando la stazione di Guidonia Centro e i servizi pubblici non torneranno a essere un bene comune pienamente accessibile.»
