di Maurizio Messina—-
Nonostante le pessime condizioni meteorologiche, sabato mattina 15 febbraio la pioggia, il vento e il freddo non hanno fermato cittadini e pendolari, che hanno partecipato in gran numero all’assemblea indetta dal Comitato Pendolari per discutere dei ritardi dei lavori infiniti nelle stazioni di Acilia sud-Dragona e Tor di valle, ma più in generale dello stato generale della linea. Erano presenti anche alcuni Comitati di Quartiere ed alcuni consiglieri del Municipio X.
I lavori nelle due stazioni sono iniziati nel 2013 e dovevano avere una durata di 20 mesi, ma hanno subito molti stop e molti annunci di prossima fine. Tutti smentiti. L’ultimo, proveniente da Astral (proprietaria dell’infrastruttura) e ripresa subito dalla Regione, affermava che i lavori erano terminati a fine dicembre.
Affermazioni smentite dai fatti, documentati anche dai servizi di RAI 3 e Canale 10 di fine gennaio, in cui si vedevano benissimo ancora i cantieri aperti, con ruspe, transenne, cavi pendenti dal soffitto e così via.
Quando hanno saputo dell’assemblea dei pendolari Astral e Regione hanno accelerato i lavori estetici nella settimana precedente, cercando di far vedere che le loro parole erano vere, ma senza riuscirci. L’ironia dei pendolari non è mancata, annunciando che allora sarà utile convocare un’assemblea tematica a settimana, così da accelerare tutti lavori ancora in corso in carico ad Astral, che sono molti.
E’ stato poi elencato tutto ciò che ancora manca: un vero parcheggio e il ponte ciclopedonale, oltre alle “rifiniture” nella stessa stazione di Acilia sud-Dragona. Cioè: quando la stazione aprirà (Estate? Autunno? ….) i viaggiatori non avranno un parcheggio di scambio dove lasciare i propri mezzi e difficilmente arriveranno i residenti di Dragona, poiché non ci sarà il ponte sulla via Ostiense che deve collegare il quartiere con la stazione. E’ un classico, in una città come Roma!
Ma non si è parlato solo di lavori. Anche di disservizi delle corse giornaliere, di treni nuovi fantasma, di soldi buttati nelle manutenzioni dei treni vecchi, di bagni chiusi nelle stazioni, di assenza di personale di stazione, di residui impianti di traslazione fermi. Insomma, di tutto.
Ci sono stati molti interventi, tutti critici verso la proprietà e gli enti gestori del servizio, che hanno evidenziato l’affiatamento della cittadinanza con il Comitato Pendolari e la necessità di procedere insieme in un percorso non facile, ma che deve assolutamente portare a dei risultati concreti, utili per tutti. E’ chiaro che ogni promessa non mantenuta, ogni dichiarazione non veritiera, si tramuta direttamente in disagi per i viaggiatori, che non hanno alcuna colpa del degrado pluriannuale della linea, ma hanno invece diritto ad un sistema di trasporto efficiente.
La battaglia per ottenere un servizio dignitoso sulla Roma Lido è ancora lunga, ma continuerà da parte del Comitato e di tutti i soggetti presenti sul territorio, condividendo informazioni, facendo pressione sulle istituzioni e sulle aziende.
