di Giuseppe Carroccia—-
Domenica 23 febbraio si sarebbe dovuto svolgere il nono sciopero per il contratto proclamato dall’Assemblea dei Macchinisti e dei Capotreno (PDM/PDB Personale di macchina e di bordo) con il sostegno dei Sindacati di base.
La Commissione di Garanzia ha però emanato una “delibera provvisoria” con la quale restringe ulteriormente la possibilità di scioperare, allargando anche alla domenica le fasce di garanzia e aumentano il numero dei treni da garantire.
In questo modo diventa impossibile scioperare. In particolare la domenica quando venivano concentrati gli scioperi per evitare di colpire i pendolari giornalieri.
L’estensione della delibera a sciopero già proclamato, cambiando le regole in corso d’opera, ha indotto i ferrovieri ha sospendere lo sciopero per riconvocarlo a breve lanciando nel frattempo una campagna di informazione sul ruolo nefasto della Commissione che invece di svolgere un ruolo di arbitro nella vertenza ha sposato in pieno tutte le indicazioni dell’azienda e del Ministero. Aziende che già avevano anticipato quella che sarebbe stata la decisione.
Come in altre occasioni non si escludono atti di disobbedienza a questo attacco al diritto di sciopero.
In un comunicato l’Assemblea pdm/pdb lamenta che di fatto è stato revocato il diritto di sciopero e unitamente a Usb ha deciso di riprogrammarlo in un giorno feriale. Che la Commissione e le aziende si assumano davanti al paese la responsabilità dei disagi che stanno procurando con il modo antidemocratico di attaccare il diritto di sciopero.
Diritto sancito dalla Costituzione che può essere modificato solo da una legge, non dai deliberati di una commissione del tutto parziale.
