di Luigi Pede—-
La produzione nello stabilimento Stellantis di Cassino nei primi nove mesi del 2025 ha toccato il suo minimo storico. Un trend negativo che insiste, da anni e inesorabilmente, e che vuol dire solo una cosa: le auto non si vendono più!
E allora che fare? Facciamo le bombe!
Si potrebbe tradurre così una notizia rilasciata qualche giorno fa dal Sindaco Ferdinandi di Piedimonte San Germano (città dove si trova l’ex FIAT) e ripresa da “Avvenire” che lasciava intendere, senza troppi giri di parole, la possibilità di una possibile riconversione di parte dello Stabilimento Stellantis di Cassino “verso produzioni strategiche, in particolare del settore della difesa”.
Nonostante queste voci siano state smentite, come PRC Frosinone siamo del tutto contrari ad ogni ipotesi del genere e molto preoccupati per l’insistenza di queste “voci” di riconversioni vere o presunte che periodicamente si ripresentano su siti industriali della nostra provincia: ricordiamo che ad aprile di quest’anno era emersa la notizia che lo stabilimento ex Winchester di Anagni potesse diventare la nuova sede per la produzione militare di esplosivi.
Scenari del genere, dal nostro punto di vista, sono fuori dalla realtà e vanno respinti senza se e senza ma da tutti i cittadini di questa provincia.
In un mondo fuori controllo. dove le élite, spinte da forti interessi politici ed economici, incitano ad un riarmo indiscriminato, c’è bisogno di un rifiuto di massa che parta da ogni singolo cittadino. Progetti del genere oltre che essere totalmente privi di etica non hanno nessuna ricaduta in termini industriali e occupazionali.
La risposta alla lenta agonia dello Stabilimento Stellantis di Cassino, figlia di mancati investimenti da parte del gruppo, di delocalizzazioni e di un massiccio uso della cassa integrazione (con il consequenziale impoverimento dei lavoratori) non è la riconversione nella produzione di armi ma, al contrario, una seria politica industriale fatta di investimenti in grado di affrontare il passaggio di un settore in forte cambiamento come quello dell’automobile, verso la riconversione ecologica delle sue produzioni.
Se per Elkann produrre auto non è più una priorità non è un buon motivo per iniziare a costruire “bombe”.
