di Giuseppe Carroccia—-

Da qualche settimana è nuovamente disponibile allo storico negozio di articoli sportivi Mancini Sport a piazza San Giovanni Bosco, il libro “Che sia sempre un gioco” che venne stampato per i dieci anni della ASD POL Quadraro Cinecittà nel 2018.

Il libro racconta i primi dieci anni di storia di questa associazione sportiva, nata da un sogno di Fabio Betulli e Massimo Macchione, che, dopo aver lavorato con successo per le grandi società del calcio romano, decisero di provare a fare qualcosa di innovativo e popolare nel quartiere dove erano nati.

Il quartiere si presta all’attività sportiva con la pineta e i campi naturali del Parco degli Acquedotti. Proprio a Cinecittà si corse nel lontano 1971 la prima corsa Corri per il verde da una idea dell’infaticabile Giuliano Prasca presidente dell’Uisp e assessore allo sport della giunta Petroselli. Una corsa contro la speculazione e il cemento.

Proprio in mezzo agli Archi dell’Acquedotto Appio Claudio, in un rettangolo stappato al cemento e limitato dalla strada, si insinua uno dei più campi di calcio più suggestivi al mondo: il campo Gerini. La Polisportiva lo prende in gestione salvandolo dall’abbandono come era successo purtroppo a molti campi della nostra città.

Un campo povero, di terra battuta per una pratica sportiva, il calcio che è fondamentalmente uno sport popolare. Nel libro vengono giustamente citate le origini del calcio inglese con le squadre di quartiere che occupavano i campi sterminati delle campagne inglese, portandosi dietro i pali e le reti delle porte, il gesso per fare le linee, con gli spogliatoi a bordo campo.

Noi meno fortunati negli anni settanta occupando strade e cortili, con le porte segnalate dalle cartelle della scuola.

Buona parte delle attività dell’associazione si rivolgono proprio nelle scuole colmando uno storico limite dell’educazione scolastica italiana che limita la formazione fisica e intellettuale delle giovani generazioni anche oggi.

Il libro ha una completa parte fotografica con le immagini di tutte le formazioni che hanno giocato con la polisportiva. In tanti ritroveranno se stessi bambini in un viaggio nella memoria che serve da sprone per conquistare a figli e nipoti nuovi spazi di sport popolare.

Saper giocare infatti è la cosa più seria che ci sia al mondo.

I bambini lo sanno bene.