di Giuseppe Carroccia—- 

Le commissioni capitoline patrimonio e sport hanno approvato la delibera che riconosce l’interesse pubblico della palestra costruita negli anni 40 in via Caio Cestio, all’ex campo Testaccio. Invece della demolizione verrà acquisita dal Comune per realizzare un centro sportivo polifunzionale.

Si potrebbe sanare lo sciagurato progetto della giunta Veltroni che nel 2006 demolì il campo sede di una scuola calcio per una fantomatica riqualificazione,  che in realtà prevedeva l’ennesimo parcheggio privato all’epoca dei Pup. Per 20 anni il campo è stato assurdamente abbandonato al degrado, nonostante le proposte e le iniziative di associazioni e comitati del quartiere.

Diverse generazioni di giovani calciatori e calciatrici non hanno potuto allenare il proprio talento nel primo mitico campo della AS Roma a cui venne dedicato persino il primo inno della squadra giallorossa nel 1931 Toto Castellucci: Campo Testaccio. 

Il campo di trova adiacente alla biblioteca del municipio. Nelle pause di studio molti giovani potevano fumarsi una sigaretta e controllare come si allenavano le nuove generazioni. 

Purtroppo negli ultimi 30 anni in Italia con l involuzione del Milan di Sacchi è Berlusconi, sempre meno partitelle e anche in quelle poche, l’ allenatore fischia il fallo se non passi la palla dopo 4 secondi. Poi si lamentano che nessuno è capace a fare i dribbling, a saltare l’avversario e che invece è la Nazionale a saltare i Mondiali. 

Impegniamoci per controllare che i lavori vengano iniziati e terminati. Speriamo che nel nuovo campo Testaccio si giochi con lo spirito del vecchio.

Un altro calcio è possibile, come quando si giocava interi pomeriggi tra le margherite e i papaveri.

Un mondo giallorosso.