di Giuseppe Carroccia—-
Sabato 19 settembre torna dopo 12 anni il giro del Lazio di ciclismo con partenza da Fiuggi e arrivo a Anguillara Sabazia. I 182 chilometri attraverseranno la Ciociaria, la provincia di Roma e il viterbese con un circuito finale intorno al lago di Bracciano.
Passerà per Ferentino, Serrone, Genazzano, Cave, Palestrina, Tivoli Terme, Guidonia, Mentana, Monterotondo, Castelnuovo di Porto Morlupo, Campagnano di Roma, Trevignano, Bracciano. Chi volesse aspettare i corridori sopra qualche paracarro o all’ombra dei roveri può consultare la planimetria della corsa con il cronoprogramma. Come ormai da diversi anni, oltre ai cartelli di incitamento per i propri beniamini, è sempre utile portare una bandiera della Palestina: Infatti grazie alla mobilitazione degli appassionati di ciclismo che hanno bloccato diverse corse contro il genocidio a Gaza la squadra israeliana è stata costretta a rinunciare alle corse.
Destano non poche preoccupazioni le condizioni del manto stradale, specialmente quelle che interessano il circuito finale intorno al lago. I tagli alle manutenzioni rendono complicate ormai anche le attività sportive specialmente uno sport pericoloso e rischioso come il ciclismo con velocità che possono raggiungere i 100 chilometri orari su mezzi che pesano 7 kg.
Parteciperanno oltre 20 squadre, 3 addirittura del World Tour cioè le migliori al mondo. L’ultima corsa nel 2014 la vinse il campione spagnolo Alejandro Valverde, ultimo di una serie di fuoriclasse che dal 1933 hanno ricamato il loro nome sull’Albo d’oro: Bartali, Baldini, Bitossi, Dancelli, Gimondi, Battaglin De Vlaeminck, Moser, Baronchelli, Fondriest, Bettini e nel 1992, con arrivo a Roma e finale sui sanpietrini come pavè, Gianni Bugno con la maglia di campione del mondo.
La gara ha cambiato nome diverse volte, Roma Maxima l’ultimo nome, oggi torna con Gran Premio Lazio.
Torna anche a svolgersi nel mese di settembre in una parte del calendario ciclistico che serve ai commissari tecnici per definire la squadra che partecipa ai campionati del mondo.
Unico rammarico, oltre che non l’ha mai vinta Gianni Motta, che non è stata organizzata anche la gara femminile. Speriamo l’anno prossimo.
