di Loredana Fraleone—-
Michele Serra, sul quotidiano “La Repubblica” il più confindustriale e guerrafondaio tra i giornali italiani, ha lanciato la manifestazione che intende sostenere il riarmo in Europa e il sostanziale boicottaggio della trattativa per mettere fine alla guerra in Ucraina. Una guerra, come ormai da più parti riconosciuto, nata dall’espansionismo a Est della NATO e dalla violazione da parte dell’Ucraina degli accordi di Minsk, che prevedevano maggiori poteri alle due repubbliche popolari del Doneck e Lugansk.
Accordi che avevano coinvolto Ucraina, Russia e le due repubbliche del Donbass, vanificati nel dicembre del 2014 dal Parlamento ucraino, che modificò la legge sullo Statuto Speciale del Protocollo di Minsk, arrivando a negare persino il diritto di parlare la propria lingua (russa) nelle due repubbliche. Invece di fornire armi e istigazioni all’Ucraina di Zelensky, l’Europa avrebbe potuto agire per la pace, promuovere un tavolo per un nuovo accordo tra i tre soggetti interessati, svolgere un’attività diplomatica che impedisse il massacro di Ucraini e Russi.
Insieme agli USA , che hanno tradito l’impegno con la Russia di non spostare basi NATO ad Est, l’Europa ha scelto di appiattirsi sull’Alleanza atlantica, su una finta sicurezza basata su un’escalation militarista e provocando una crisi economica, che stiamo pagando e pagheremo sempre più in tutti i paesi europei.
Il 15 marzo a Roma vi saranno due piazze: quella guerrafondaia lanciata da Michele Serra su “Repubblica” e quella del popolo pacifista, che denuncia la finalità bellicista del riarmo europeo e come l’aumento della spesa militare ridurrà ulteriormente le risorse per i diritti fondamentali, dalla sanità all’istruzione, dai servizi all’assistenza.
Rifondazione Comunista sarà coerentemente con la sua connotazione pacifista a piazza Barberini, contro il riarmo e i diritti negati
