binari ferroviari

di Giuseppe Carroccia—-

Questa volta insieme ai macchinisti e ai capotreni giunti al settimo sciopero hanno incrociato le rotaie tutti i ferrovieri, manutenzione, capi stazioni, ecc. Un successo straordinario per una mobilitazione che si allarga con punte di adesione che arrivano al 100% e una media dell’80%.  Inutile la guerra delle cifre che solitamente accompagna le mobilitazioni. Anche il Gruppo Fs ci ha rinunciato di fronte alle stazioni con i tabelloni pieni di treni cancellati. Ammutolito il ministro Salvini che ormai si è ridotto a fare l’avvocato difensore dei ministri israeliani accusati di genocidio e crimini di guerra.

Soddisfazione dell’Assemblea Autoconvocata del Personale di macchina e viaggiante e dei sindacati di base che hanno appoggiato lo sciopero.

Lo sciopero svolto tra le 21 di sabato e le 21 di domenica ha voluto, per l’ennesima volta, evitare disagi ai lavoratori pendolari. D’altronde i contenuti della piattaforma contrattuale potrebbero essere votati e accolti dall’intera classe lavoratrice italiana, sottoposta a un regime di bassi salari e di sfruttamento.

Infatti è tutto il settore dei trasporti ferrovieri e autoferrotranvieri in particolare che sta dando la carica all’intero mondo del lavoro, infuocando sindacalmente questo autunno caldo.

Il 29 novembre ci sarà lo sciopero generale di Cgil e Uil contro la manovra del governo, che ancora una volta taglia servizi sociali e pensioni da cui però, per venire incontro a una antidemocratica decisione della Commissione antisciopero, sono stati esentati proprio i trasporti.

Questi torneranno a scioperare il 13 dicembre per quello indetto da USB, che chiede anche di rinnovare tutte le RSU scadute., quelle dei ferrovieri da sette anni.

Di fronte a questa ripresa del conflitto sociale si possono creare le condizioni per rilanciare un forte movimento per la pace e contro le spese militari.

Visto da qui il fischio della locomotiva annuncia la rivolta sociale e comincia a sturare le orecchie a governo e padroni.