di Giorgio Demurtas—-

Quarant’anni in prima linea per la sicurezza sul lavoro.

Su iniziativa dell’ANPI, del PRC e del Comitato a sostegno dei SI ai referendum è stato presentato a Vetralla (VT) il libro “Binario 27 – Quarant’anni in prima linea per la sicurezza sul lavoro”. 

L’autore ,Mario Schiavi, nel suo libro racconta tutta la sua attività lavorativa di Ispettore e Tecnico della Prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro. È un racconto che si snoda dalle zone inquinate dalle fabbriche del frusinate fino ad approdare ai cantieri del viterbese, della costruenda centrale nucleare di Montalto di Castro, delle campagne della Tuscia e delle fabbriche ceramiche di Civita Castellana.

Nel suo narrare Mario racconta di almeno 25 morti sul lavoro ma di tanti altri ha raccontato nel corso della presentazione: morti orribili con un solo colpevole, il datore di lavoro (che lui, di formazione comunista, continua a chiamare “il padrone”) con tutto il correlato di mancanza di dispositivi di protezione individuale (DPI), sub-appalti, lavoro nero, salari bassi, orari infiniti, contributi non pagati…Tutte tragedie evitabili. Terribile, nel racconto, la polvere nelle fabbriche ceramiche (“sembrava di camminare sulle nuvole”, gli operai morti di silicosi e la sua ostinata lotta a imporre tutti gli strumenti “di legge” (approvata nel 1956!!) necessari al suo abbattimento.

Racconta della forza che gli veniva dal ’68, dalla nascente Medicina del lavoro, dai Pretori d’assalto, dal Partito Comunista, dal Sindacato ma, soprattutto, dalla partecipazione operaia e anche dal riconoscimento postumo di pochi padroni illuminati che hanno riconosciuto alla fortuna delle loro fabbriche proprio quei cambiamenti.

Molti e tutti interessanti gli interventi, molte anche le critiche alla metamorfosi sindacale e allo snaturamento di quella funzione ispettiva (i 40anni di Mario) sempre più votata all’ “assistenza” degli imprenditori piuttosto che ai controlli sul campo per fermare la tragedia quotidiana che si consuma nei posti di lavoro.