di Matteo Masum—-
La mossa senza precedenti di Federmeccanica ed Assistal, che hanno presentato una vera e propria controppiattaforma che sfida apertamente le richieste avanzate dai lavoratori e dalle lavoratrici, votate ad ampia maggioranza nelle assemblee tenute nei primi mesi del 2024, portando così alla rottura delle trattative per il rinnovo del CCNL metalmeccanico, non poteva lasciare indifferenti i sindacati FIOM, FIM e UILM. Fin da subito, infatti, è stato proclamato lo sciopero degli straordinari e delle reperibilità, a cui ha fatto seguito l’indizione di scioperi da articolare a livello territoriale; a Roma i metalmeccanici incroceranno le braccia per 4 ore venerdì 20 dicembre e altre 4 mercoledì 15 gennaio.
L’auspicio è che la buona riuscita delle iniziative messe in campo possa riportare le trattative sui binari corretti, riconducendo Federmeccanica ed Assistal a più miti consigli in particolar modo sul tema degli aumenti salariali. Se l’ultimo CCNL prevedeva infatti degli aumenti certi, la proposta di Federmeccanica ed Assistal è di tornare al modello del 2016, in cui gli aumenti erano stabiliti solo sulla base dell’inflazione; per altro, a fronte di uno scostamento dell’1% tra l’inflazione prevista a Gennaio e quella registrata a Giugno, gli aumenti sarebbero riconosciuti solo a fine anno.
Un tentativo di riportare indietro le lancette della storia che necessita di una risposta vigorosa da parte dei lavoratori e delle lavoratrici. Nella capitale le realtà tradizionali di fabbrica sono poche, ma ci sono migliaia di contratti metalmeccanici afferenti ad altri settori, tra cui quello dell’informatica, attraversato negli scorsi mesi da agitazioni legate all’assorbimento dei superminimi, dimostrando così una combattività inedita che può rappresentare un punto di forza su cui fare leva in sede di trattativa.
