di Maurizio Messina—-
“Fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare” recita giustamente un proverbio.
E a Roma il proverbio è ancora più vero, ancor di più se parliamo di trasporti. Quello che non manca mai sono gli annunci dell’amministrazione comunale a reti unificate, che i giornalisti riportano senza uno straccio di verifica. Ma le cose sono ben diverse nella realtà.
Prendiamo ad esempio il concetto di mobilità sostenibile, di cui il sindaco e l’assessore Patané si riempiono la bocca. Ma in cosa consiste per loro? Non certo potenziare il trasporto pubblico locale che a Roma è indecente. Ma si tratta invece delle ulteriori restrizioni della ZTL che lascia fuori chi non ha i soldi per comprarsi l’auto nuova, oppure il car sharing o il bike sharing o i monopattini a noleggio.
Il car sharing non ha preso piede in maniera consistente e comunque non costituisce una soluzione al problema del traffico, perché l’uso della propria auto o di una a noleggio non cambia nulla. Altra cosa sarebbe il car pooling, dove un’auto a nolo utilizzata contemporaneamente da due o tre persone, specie per andare a lavoro, eliminerebbe altrettante auto dalla circolazione. Ma richiede organizzazione, magari accordi con le aziende, e il Comune non l’ha mai presa in considerazione.
E le auto vengono abbandonate dove capita, anche in curva o in divieto di sosta, magari per risparmiare tempo e chilometri nella ricerca di un parcheggio regolare.
E adesso veniamo al noleggio di bici e monopattini, meno impattanti delle auto, ma che, in assenza di regole, vengono anch’essi abbandonati ovunque. In particolare sui marciapiedi, dove intralciano i pedoni, figuriamoci i disabili o anche semplicemente le mamme con i passeggini.
