di Roberta Leoni—-

Dopo avere appreso alle elezioni Europee che la Tuscia è la provincia più a destra d’Italia con la sua percentuale del 42,55% di voti a Fratelli d’Italia, scopriamo che nella Tuscia gli infortuni sul lavoro sono cresciuti del 36%, passando da 1801 incidenti nel 2021 ai 2464 nel 2022. Questo riporta Margherita Sani, ingegnere SPRESAL della ASL di Viterbo, che la scorsa settimana ha presentato nell’aula magna dell’università degli studi della Tuscia il report SPRESAL sugli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Già a settembre del 2024 i dati dell’Osservatorio Vega (elaborati da ISTAT e INAIL) ponevano la città di Viterbo in zona Rossa segnalando che a fine luglio 2024, Viterbo si presentava come la città peggiore per incidenza di morti sul totale dei lavoratori con il suo nuovo primato del  26,1%!

Siamo pienamente convint*che tra questi primati ci sia una connessione. Infatti, se avessimo amministratori degli enti locali e governi realmente impegnati a combattere il fenomeno degli incidenti e delle morti sul lavoro, la questione  sarebbe affrontata in maniera radicale e definitiva.

In che modo? Intanto attraverso 4 priorità:

–          Introduzione del reato di omicidio sul lavoro;

–          inasprimento delle sanzioni penali a carico del datore di lavoro e dei dirigenti per il mancato adempimento degli obblighi relativi alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori;

–          assunzioni necessarie per la ricostruzione dei sistemi di prevenzione e controllo (tra cui aumento del numero degli ispettori);

–          ripristino del testo originale del D.lgs. 81/08, con l’eliminazione delle modifiche peggiorative per la salute e la sicurezza dei lavoratori introdotte dalle successive modifiche;

 Cosa possono fare gli enti locali? Sospendere la falsa indignazione, cominciare a fare pressioni al governo  e avviare una politica degli appalti rigorosamente a tutela dei lavoratori e lavoratrici, vigilando sul rispetto dei contratti nazionali e della sicurezza sui luoghi di lavoro.