di Roberta Cecili—-

Con la firma del trattato del “Forlanini”, avvenuta ieri 9 febbraio 2024 tra Stato italiano e Santa Sede, si è messa la prima pietra sull’operazione che farà diventare l’ex Ospedale di Monteverde-Portuense il nuovo ospedale “Bambino Gesù”.

Da tempo il Vaticano andava cercando una nuova sede, visto che quella storica del Gianicolo si era fatta stretta, e aveva individuato proprio nel Forlanini il luogo che poteva risolvere questo problema.

Purtroppo nulla hanno potuto, almeno fino ad oggi, anni di lotte dei vari comitati ed associazioni che si sono costituiti a difesa di questo bene pubblico così importante per la città, contro le manovre della Santa Sede coadiuvata dai vari Governi che si sono succeduti in questi anni (nazionale e regionale).

L’intesa firmata ieri prevede che dell’operazione si occupi l’INAIL che restaurerà l’ ospedale e poi lo “affitterà” alla Santa Sede; il territorio dove sorge il nosocomio diventerà, di fatto, extraterritoriale cioè di esclusiva pertinenza del Vaticano. Ricordiamo che un’operazione del genere fu fatta anni fa, quando fu costruita una “dependance” del Bambino Gesù in un territorio attiguo alla Basilica di San Paolo, sito di importanti reperti archeologici che furono in parte sacrificati facendo carta straccia sia dei Patti Lateranensi sia delle convenzioni Unesco che considerano i siti archeologici “patrimonio dell’umanità” e quindi destinati ad essere usufruiti dalla collettività.

Ancora una volta, dunque, con la scusa di aumentare le “potenzialità di un ospedale dedicato ai bambini”, avviene l’ennesimo esproprio di un bene pubblico destinato alla collettività.

I comitati e le associazioni in lotta contro questo progetto si sono dati appuntamento per il 14 febbraio davanti al Forlanini per continuare una battaglia tesa a recuperare l’ospedale al Servizio pubblico.