di Giuseppe Carroccia—- 

Nell’ ambito delle iniziative promosse dall’ANPI di Roma “La Primavera delle Antifasciste”, la sezione Nido di Vespe di Cinecittà, ha organizzato il 27 giugno al Parco degli Acquedotti un ricordo di Marisa Musu: Una vita partigiana 1925/2002.

Nella introduzione di Sonia Verzegnassi e nell’ intervento di Vittoria Tola dell Udi è infatti emerso come l’ impegno di Marisa non si è fermato alla lotta partigiana e alla Primavera del 1945, ma è proseguito fino a che ha avuto fiato, per tutta la vita.

In particolare nelle letture scelte e lette dalle compagne della sezione che hanno organizzato l’incontro, l’ impegno per la Palestina con la fondazione della onlus Le Gazzelle attraverso la quale migliaia di adozioni a distanza hanno consentito dal 2002 a giovani palestinesi di poter studiare.

Molto commovente la vicenda narrata nel libro “I ragazzi dell intifada” scritto nel 1992 insieme a Ennio Polito, di una bambina uccisa con i lacrimogeni lanciati dai soldati israeliani nel cortile di una scuola. Con la mamma che piange perché non ha nemmeno una foto da mostrare della figlia e stringe al seno il vestito rosa appena cucito che la piccola non potrà mai indossare.

Presente all’iniziativa Riccardo Sbordoni assessore alla memoria del Settimo municipio che in questi giorni ha votato a favore della delibera di iniziativa popolare presentata al Comune di Roma per rompere i rapporti con lo stato genocida di Israele.

Nelle conclusioni Marina PierLorenzi presidente provinciale ANPI ha tenuto a ricordare la militanza comunista di Marisa che fino all ultimo è rimasta iscritta a Rifondazione Comunista e per il suo centesimo anniversario ha avuto un ricordo sulla tessera 2025 e ha ricordato a tutti gli oltre 60 partecipanti all iniziativa l’ importanza dell impegno quotidiano per l’antifascismo, la difesa e l’attuazione della Costituzione, la sanità e la scuola pubblica e soprattutto il no alla guerra e al riarmo.

Lo scrittore Alessandro Pera ha poi raccontato la vicenda dell’ assassinio di Teresa Gullace in viale Giulio Cesare durante una protesta delle donne romane a cui parteciparono anche Marisa e Carla Capponi 

Sulle note di Bella Ciao cantate dal Quadra Coro l’iniziativa si è conclusa. Molti sono rimasti a mangiare una pizza al Ristorante Fermentum che ha messo a disposizione lo spazio dopo che l’Ente Parco regionale non aveva concesso il nulla osta per l’iniziativa .

Su questo l’ANPI di Roma ha fatto un ricorso al Tar scritto da Fabrizio De Sanctis che stigmatizza la scelta censoria dell’Ente che,  comunque non è riuscito a impedire il successo dell iniziativa.

Resistenti sempre alle ingiustizie e in questa giornata anche alle temperature tropicali.

Perché anche la lotta contro i negazionisti dell’inquinamento e del mutamento climatico vede gli antifascisti in prima fila.

Fino all’ ultimo respiro.