di Andromeda—-
Dovremmo essere grati a tutti gli alberi e tutelarli perché ci forniscono ossigeno, frutti, riparo, calore, ma ai castagni in modo particolare. Il castagno è un albero bellissimo, che può raggiungere i 30 metri di altezza e vivere per secoli. Il “Castagno dei cento cavalli”, che si trova in Sicilia sembra abbia un’età tra i 3000 e 4000 ed è così chiamato perché, secondo la tradizione, sotto le sue fronde poterono ripararsi cento cavalieri.
Per secoli le castagne hanno sfamato le popolazioni del nostro Appennino, grazie al contenuto di carboidrati complessi, sali minerali , proteine, fibre, vitamina B e all’azione di ripulitura del sangue dall’eccesso di colesterolo.
Nel Lazio, l’area più vasta di produzione delle castagne si trova nel Viterbese, seguita dalla provincia di Roma. La Tuscia produce ben il 30% di questo versatile frutto rispetto a tutta la regione Lazio.
Il castagno non è prezioso solo per il frutto, ma per l’estrazione di tannino, il legname usato in edilizia, nella manifattura di mobili e oggetti, per la produzioni di pali, essendo particolarmente resistente all’umidità del suolo. Il taglio periodico (circa ogni 20 anni) degli alberi di castagno (ceduo), consente che la pianta germogli di nuovo dando origine ad altri fusti, grazie alla sua grande capacità pollonifera.
Da non dimenticare il valore paesaggistico di questo meraviglioso prodotto della natura, passeggiare nei boschi di castagni collinari e montani, ci regala in questa stagione colori e profumi benefici per la mente e il corpo.
