di Luigi Mingarelli—-
Il 9 Gennaio scorso si è insediato il nuovo consiglio provinciale di Frosinone, e tra le varie cose il presidente Di Stefano ha detto: “Riguardo all’Ente di governo dell’ATO n.5 Lazio Meridionale Frosinone grazie all’attento monitoraggio delle progettualità del PNRR, siamo riusciti a ottenere un finanziamento di 26 milioni 744 mila 953,23 euro per la riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione dell’acqua……… Ciò ci permetterà di continuare a ottimizzare l’utilizzo delle risorse idriche, riducendo gli sprechi, e di lavorare al fine di ottenere una graduale diminuzione dei costi”.
Saranno stati contenti i vertici di Acea, perché quei soldi andranno a finanziare interventi che il gestore avrebbe dovuto già realizzare, grazie ai milioni di euro incamerati dalle bollette dal 2004, finiti invece come utili e distribuiti agli azionisti. Ricordiamo a Di Stefano e a tutti i Sindaci bipartisan, che il contratto stipulato da Acea con l’Ato5 nel 2003 prevedeva l’abbattimento, dal 40% al 25% delle perdite di rete entro 5 anni. Invece le perdite sono aumentate sfiorando l’80%.
Le tariffe, votate dalla stragrande maggioranza dei Sindaci in modo bipartisan, prevedevano già l’ottimizzazione, la digitalizzazione e il monitoraggio delle reti idriche. Perché dunque questo ulteriore regalo ad Acea? Realizzati questi interventi, si chiederà conto al gestore di quanto realizzato e si alzeranno gli oneri concessori dovuti da Acea ai comuni? Avremo sconti in bolletta? Possiamo già dire che non cambierà niente, se ancora si darà fiducia a partiti che non hanno tutelato e non tutelano l’interesse pubblico sul sistema idrico, se si continuerà a eleggere personaggi come Di Stefano, come Caligiore, se si continuerà a fidarsi di chi solo a chiacchiere dice di stare dalla parte dei cittadini, se non si riconoscerà la natura del problema Acea, creato da chi non tutela i reali bisogni dei cittadini e ha solo mire di potere.
La politica e’ la più alta forma di partecipazione alla vita pubblica, quindi bisogna attivare la discussione, la programmazione, l’amministrazione della cosa pubblica. Cercheremo di farlo come “Ceccano 2030”, insieme al Comitato Acqua Pubblica, con le forze associative e politiche che vorranno esserci. Ci batteremo affinché i bisogni dei cittadini contino davvero e non siano strumentalizzati. Aristotele diceva che il prezzo pagato dalla brava gente che non si interessa di politica è di essere governata da persone peggiori di loro. Quindi è ora di mettersi in moto e tornare a parteggiare, BASTA ACEA!!!
