di Maurizio Messina—-
Raccontavamo alcune settimane fa dell’ultimo fazzoletto di verde rimasto nel quartiere Torrino, al sud di Roma, dove pende la spada di Damocle della speculazione e di 180 mila di metri cubi di cemento.
Questo grazie il PRG di epoca veltroniana, che consentiva ai palazzinari di poter costruire l’ennesimo centro commerciale in un posto poco appetibile, ed infatti finora non si è costruito perchè anche i signori edificatori hanno capito che l’ennesimo centro commerciale a poca distanza da Euroma 2 e dal Maximo sulla Laurentina non sarebbe stato conveniente. Per tale motivo questi signori hanno chiesto il cambio di destinazione d’uso da commerciale a residenziale.
Non rifacciamo tutta la storia, chi vuole può rileggersi l’articolo del 29 ottobre, ma vogliamo invece raccontare l’evoluzione/involuzione della vicenda.
A seguito dell’opposizione della cittadinanza a questa sciagurata ipotesi di cemento fresco, martedì 26 novembre si è svolto il consiglio del 9 municipio, dedicato al tema, in cui la maggioranza (PD e Csx) ha presentato un documento che rigettava il progetto edificatorio di Casal Grottoni, votato anche dalla minoranza e solo due consiglieri si sono astenuti. Domenica 1 dicembre si è tenuta un’assemblea pubblica a piazza Cina, convocata dal Comitato di quartiere Torrino-Decima, in cui si sono ribaditi i motivi del no.
Successivamente il 3 dicembre i consiglieri M5S hanno presentato in assemblea capitolina una mozione che ricalcava quella approvata quasi all’unanimità al 9 Municipio. Poteva andare tutto liscio? No. Non si fanno i conti senza l’oste. E chi è l’oste? In questo caso il PD in Campidoglio. E come è andata?
Siccome è stata presentata dall’opposizione, la mozione non poteva essere approvata dalla maggioranza e quindi il PD e quasi tutti i suoi alleati non l’hanno votata, alcuni sono usciti, altri si sono astenuti. E la mozione non ha raggiunto il numero legale….
Alla faccia della coerenza!
Viene a mente un altro episodio similare, avvenuto sempre in Campidoglio a febbraio 2023 e riguardante la Roma Lido. Dopo che i municipi 9 e 10 all’unanimità avevano votato la richiesta del Comitato Pendolari di avere due treni dalla Metro A, il Consigliere dell’opposizione Carpano (Lista Calenda) aveva presentato il testo, ma essendo stato presentato dall’opposizione, la maggioranza (tutta, PD e similari) l’ha bocciata, calpestando l’espressione delle proprie rappresentanze locali.
Bell’esempio di politica, eh?
La filosofia è: anche se le cose sono giuste se non provengono da me io le boccio. Poi magari questi signori si stracciano le vesti perchè l gente si allontana dalla politica e non va più a votare.
Ipocriti!
Ed infine c’è da aggiungere che l’assessore Veloccia, intervenuto in Commissione municipale era stato abbastanza ambiguo sul tema, facendo il pesce in barile. Non solo, ma il Campidoglio ha già avviato la Conferenza dei servizi!
Si vede che i palazzinari vanno tenuti buoni, sia che si chiamino Caltagirone o Armellini.
L’unica garanzia seria per sventare l’ennesima cementificazione è la lotta della cittadinanza. E su quella andiamo avanti, battendo tutte le strade.
