di Daniela Alessandri—-
Lucha Y Siesta: “Per troppo tempo questo assurdo processo ha occupato il nostro pensiero e preoccupato il vivere quotidiano di tutta la rete, oggi festeggiamo”
“L’Aps Casa delle donne Lucha y Siesta è stata assolta nel processo penale per occupazione” è stato annunciato dal centro antiviolenza del Quadraro. Una sentenza che arriva alla quarta udienza di un processo partito lo scorso anno per l’occupazione dell’immobile, la sottostazione Cecafumo che, dopo molti anni di abbandono, era stato trasformato in un presidio contro la violenza di genere. Uno spazio aperto e ripetutamente difeso dalla comunità locale, dove hanno trovato conforto migliaia di donne.
Al di là della vicenda giudiziaria, va affrontato anche un altro aspetto: il futuro dell’esperienza maturata in via Lucio Sestio visto che, l’immobile, è stato messo a bando dalla Regione. “La regione Lazio, proprietaria dell’immobile, dovrà mettere via l’atteggiamento carico di pregiudizi che ha finora dimostrato di avere con la revoca della Convenzione tra Regione e Casa delle donne Lucha y Siesta, l’unico strumento valido perché costruito insieme all’istituzione stessa” si legge sempre nel comunicato. Perché l’edificio è stato messo a bando dall’attuale amministrazione regionale.
“Poco importa dei cambi di presidenti in Regione, Lucha y Siesta deve continuare a vivere in via Lucio Sestio 10, perché lì è la sua prima casa”.
L’antiviolenza non si processa!
