di Daniela Alessandri—-
Sono tante le iniziative e le manifestazioni nel Lazio per l’8 marzo: non siamo, però, quelle delle mimose o dei cioccolatini!
Siamo, invece, quello che credono che scioperare l’8 marzo significa mostrare come l’ascesa delle destre in Italia e a livello globale abbiano reso ancora più dure le politiche familiste, razziste e nazionaliste che alimentano sfruttamento e violenza: la violenza maschile sulle donne non si argina con più sicurezza o con delle indignazioni del momento per darsi, poi, appuntamento alla prossima violenza o femminicidio.
La violenza del patriarcato si esercita ogni giorno nelle case, sui luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle strade , nelle piazze: si esercita quando si chiudono o accorpano i consultori (luoghi protetti di tutela della salute della donna e di prevenzione), si esercita con la cancellazione del reddito di cittadinanza che ha privato le donne della libertà di poter decidere della propria vita, si esercita quando la donna, a parità di mansioni, viene pagata meno del collega maschio, quando il lavoro di cura e di assistenza familiare è tutta lasciata alle donne invece che ad un servizio pubblico carente o inesistente, quando il diritto all’aborto è sempre di più una questione di fortuna rispetto alla ASL di riferimento
E allora scioperiamo!
Nel Lazio l’8 marzo:
- A Roma, ore 10:00 al Circo Massimo
- A Civita Castellana, ore 17:30 Sala Mice – Piazza Marcantoni
- A Civitavecchia, ore 9:30 – Piazzale del Tribunale
- A Viterbo, ore 16 – Piazza delle Erbe



