Foto Cecilia Fabiano/ LaPresse 26 febbraio 2021 Roma (Italia) Cronaca Flash mob contro il femminicidio in vista della giornata della donna l’8 marzo Nella foto: un momento del Flash mob in Piazza di Spagna Photo Cecilia Fabiano/LaPresse February 26, 2021 - Roma (Italy) News Flash mob against femicide ahead of Women\'s Day on 8 March In The Pic: the flash mob on the Spanish Step

di Laura Liburdi

Il 2023 si chiude con il bilancio di 118 donne uccise. Sull’onda emotiva del caso Giulia Cecchettin e del “je accuse” al patriarcato della sorella Elena, si è discusso sulla matrice culturale alla base di tale fenomeno, tralasciando  le problematiche reali in cui inciampano le donne vittime di violenze. Solo il 12,2% delle violenze da partner e il 6% di quelle da non partner vengono regolarmente denunciate. Cosa si cela dietro il silenzio delle vittime? Le risposte vanno ricercate nelle falle del sistema giudiziario. Chi denuncia si espone al rischio di ripercussioni dell’aguzzino, nonché alla “vittimizzazione secondaria” che si attiva già nella fase iniziale della denuncia, quando la vittima non viene creduta o quando la violenza denunciata viene “ridimensionata” o addebitata ad una sua responsabilità. A ciò si aggiunge il cortocircuito giudiziario presente nel caso di coinvolgimento dei figli. Le madri vittime di violenza richiedono spesso l’affidamento esclusivo dei figli che difficilmente verrà concesso, rischiando l’accusa di alienazione parentale perché i minori rifiutano di incontrare il genitore violento e le autorità giudiziarie, anziché interrogarsi sui motivi del rifiuto, spesso avallano la tesi del padre violento che, per di più, contesta alla donna l’essere una “ una madre alienante”, con il rischio per la madre della sospensione della potestà genitoriale con affido dei minori ad una casa famiglia. Urge potenziare i Centri antiviolenza, investire sulla formazione dei professionisti coinvolti, partendo dalle forze dell’ordine fino ai professionisti sanitari, avvocati e  giudici, sensibilizzando anche il contesto giudiziario che spesso opera come inquisitore e non come tutore delle vittime. Fino ad allora mancheranno le condizioni necessarie a combattere e prevenire certi reati, e continueremo a leggere sui giornali la cronaca di quelle tragiche morti annunciate che oggi portano il nome di Giulia , Vanessa, Meena, Vincenza, e delle altre uccise più che dal patriarcato dall’ inadeguatezza del sistema istituzionale.

Femminicidi a Roma e nel Lazio

Nel quinquennio (2019 – 2023) secondo dati della UIL Lazio in collaborazione con l’Eures, si sono verificati 59 femminicidi e 2.530 violenze sessuali. Nel 2022 nel Lazio si contano 566 denunce per stupro, di cui 465  a Roma, più del 25% rispetto al 2021, 1,3 donne al giorno. Si tratta quindi di 11 stupri ogni 100 mila abitanti, sopra la media nazionale (10,7) e regionale (9,9).

In compenso la giunta regionale del Lazio di Francesco Rocca taglia sui diritti delle donne. Nonostante i dati che pongono il Lazio in cima alla classifica italiana degli abusi sulle donne e in fondo rispetto alle strutture di supporto, il bilancio regionale è andato ancora verso una riduzione delle misure a sostegno delle donne, come i Consultori e i centri anti-violenza (Cav).