di Loredana Fraleone—-
La piazza voluta da Conte è stata indubbiamente adeguata al problema che l’ha ispirata. Si può parlare di una folla pacifica e pacifista, che come una marea ha inondato il centro di Roma. Naturalmente sui media, tranne per piccoli cenni, è stata omessa la massiccia partecipazione di Rifondazione Comunista, che ha colorato di rosso la manifestazione e gridato slogan contro centrodestra e centrosinistra, responsabili dell’escalation militare e guerrafondaio a scapito della spesa sociale.
Nonostante la forte caratterizzazione del PRC, si è verificata una sorta di mescolanza naturale con un popolo non inquadrato politicamente, che era lì per rappresentare quella maggioranza del paese che non ne vuole sapere della guerra e delle sue spese, umane ed economiche, non ne vuole sapere di un’Italia e un’Europa che millantano invasioni da parte di un paese da sempre invaso da Europei, per riconvertire pezzi di economia in prodotti militari, per obbedire al padrone USA che ha ordinato una difesa autarchica.
Non credo si possa sovrapporre il sentire di quella grande massa, radunata a piazza Vittorio, con le intenzioni di Conte, che gioca una partita interna al campo del centrosinistra, punta a un forte recupero elettorale da usare in una competizione egemonica col PD. Ovviamente non sarebbe facile, a questo punto, violare le aspettative di una grande massa che ha riposto la speranza della pace nella manifestazione del 5 aprile, che ha colto il legame tra la guerra e la propria condizione di vita in costante peggioramento. Non sarebbe neanche facile per Conte convincere anche molti esponenti del Movimento che l’alleanza col PD sia più importante della coerenza contro la guerra e la spesa per le armi, anche se tutto è possibile nel mondo politico attuale, dove nella stessa compagine governativa ci sono posizioni opposte in una sostanziale convivenza, che comincia a mostrare però qualche scricchiolio.
Da parte del popolo della pace, tutto si deve fare tranne che stare a guardare i giochi che si fanno in alto, ma dare vita da subito, dal basso, a comitati territoriali contro la guerra, che lavorino per tenere insieme la pace, la difesa e il rilancio dei diritti sociali. Il 5 aprile è nato qualcosa, che per vivere e crescere ha bisogno di alimentazione. Rifondazione Comunista, con la sua chiarezza e capacità può giocare un ruolo molto importante in questa direzione.
