di Alessandro Piovan—-
Sabato 14 febbraio si è svolto a Roma il corteo nazionale in difesa delle popolazioni del Rojava e per la liberazione del presidente Ocalan.
Il corteo ha sfilato da Piazza Indipendenza per terminare a piazza Barberini.
Buona la partecipazione di circa mille compagni.
Sono mesi che la Confederazione della Siria del Nord Est e le sue popolazioni sono sotto attacco militare da parte delle milizie del nuovo regime siriano e altre forze jihadiste, il tutto diretto e organizzato dal governo fascioislamista turco .
La situazione è drammatica, migliaia di morti nelle città assediate ma il mondo fa finta di nulla.
La fine dell’esperienza del confederalismo democratico segna la fine di un esperienza socialista, multiculturale e laica in Medio Oriente e nel mondo. Con rammarico voglio sottolineare che l’unico partito della sinistra presente era Rifondazione Comunista. Grave che altre forze politiche non abbiano partecipato e siano rimaste indifferenti al massacro del popolo Kurdo, un popolo che può contare su uno straordinario protagonismo delle donne che hanno animato il corteo con slogan, urla, canti e cori.
I colori sgargianti dei vestiti che illuminavano i neri occhi splendenti. Come le stelle nel cielo del Rojava.
