di Silvio Marconi—-
ll 26 febbraio a Roma, come in tante altre città d’Italia, si è svolta una iniziativa di denuncia dei crimini israeliani contro il sistema sanitario palestinese e per mostrare la propria solidarietà alle ONG sanitarie che vengono ricattate da Israele imponendo la illegale consegna dei dati di tutto il personale palestinese oppure la fine della loro presenza attiva a Gaza e in Cisgiordania.
Medici, infermieri, personale sanitario hanno realizzato flash mob per denunciare la distruzione degli ospedali e ambulanze, il blocco degli aiuti sanitari a Gaza, l’uccisione di pazienti, medici, infermieri a centinaia, l’arresto arbitrario di medici palestinesi, le morti di adulti e bambini a causa della distruzione del sistema sanitario palestinese, la sospensione per anni delle cure ai malati oncologici, ai dializzati, ecc. e raccolto firme ad un appello che appoggia quelle ONG sanitarie che rifiutano il ricatto illegale di Israele, una nuova violazione del diritto internazionale e specificamente delle norme del diritto sanitario e umanitario.
Israele, assieme al suo padrino USA, nel silenzio complice dell’Occidente “democratico” e nella complicità attiva (in armi, sostegno politico e diplomatico, violazione delle decisioni ONU e della Corte di Giustizia) di Paesi come Italia, Germania, Gran Bretagna continua il suo genocidio anche in questo modo, mentre i media operano attivamente per nasconderlo, mentre in Germania, Gran Bretagna e ora Italia si approvano norme che, confondendo falsamente antisemitismo con antisionismo, colpiscono chi denuncia nelle scuole, nelle piazze, negli ospedali quei crimini. Per questo una rete di sia pur piccole iniziative che vede protagonisti in prima persona gli operatori sanitari è un raggio di luce significativo in una nebbia creata ad arte dai complici indiretti dei criminali e fatta non solo di esplicita approvazione di quegli orrori ma anche di omertosi silenzi, cerchiobottismo, ipocrite condanne condite di false equiparazioni quando non di “sì, ma” che favoriscono perfino al di là delle intenzioni una percezione errata del dramma in atto, in misura crescente, in Palestina, non dal fatidico “7 ottobre” ma dal 1947 e con radici già bella Dichiarazione Balfour del 1917 e nella nascita della concezione coloniale sionista a fine XIX secolo.
A Roma, i flash mob si sono svolti, a cura di “Sanitari per Gaza” e “Assopace Palestina” davanti agli Ospedali San Giovanni, Fatebenefratelli, San Camillo, Forlanini.
