di CFC*

Cosa succederebbe in una città come Roma, attanagliata da una condizione di crisi strutturale del mercato locativo, se la norma proposta da Asia entrasse in vigore domani sostituendo la n. 431 del 1998?

Asia-Usb ha lanciato una proposta per la promulgazione di una nuova legge sui canoni di locazione, con la conseguente abrogazione dell’attuale norma, la n. 431 del 1998, compreso il suo canale “concordato”, utile solo alla sopravvivenza economica dei sindacati firmatari dei vari accordi. visto che non garantisce alcuna calmierazione, ma solo vantaggi fiscali alla proprietà (cedolare al 10% + sconto del 25% sull’Imu).

Di fatto la Legge n. 4361 del 1998 in 26 anni ha prodotto quasi 2,5 milioni di provvedimenti di sfratto, di cui circa un quarto eseguiti attraverso l’intervento dell’Ufficiale Giudiziario. La maggior parte delle richieste di esecuzioni sono dovute alla morosità ed è per questo che l’articolato proposto, frutto di un attento studio e confronto fra il sindacato e molteplici soggettività conflittuali, tra le quali il Movimento per il Diritto all’Abitare di Roma, si impernia sugli elementi di calmierazione da introdurre nel calcolo del canone di locazione.

Ad essere centrale diverrebbe l’elemento che vincola la rata dell’affitto ai redditi netti percepiti dalle famiglie, stabilendo per legge un’incidenza massima del canone sul reddito. Un’altra novità che la norma introdurrebbe è la possibilità di modificare il costo del canone in caso di flessioni dei redditi percepiti dai conduttori, incrociata ad una fiscalità seria che però preveda per i proprietari una diminuzione delle imposte nel caso in cui il canone calcolato per legge diminuisca.

Lo scopo della norma proposta è quello di rendere i canoni sostenibili attraverso un loro controllo pubblico, esercitato anche dagli enti locali, in particolare nella definizione di uno dei criteri di calmierazione previsti per il calcolo e, di conseguenza, diminuire la loro incidenza sui salari, oggi oltre la soglia del 60% per le famiglie più povere. Inoltre gli enti locali avrebbero il compito di vigilare non solo sull’applicazione della norma, ma di penalizzare o sanzionare i soggetti che tengono o fanno risultare fittiziamente vuoti gli alloggi.

Questo articolo intende illustrare come impatterebbe in una città come Roma l’entrata in vigore della norma proposta:

1 CALMIERAZIONE IMMEDIATA DEI CANONI: questo aspetto consentirebbe il miglioramento delle condizioni materiali di centinaia di migliaia di famiglie e avrebbe come conseguenza diretta quella di impedire la speculazione da rendita cui oggi assistiamo ad esempio a causa del Giubileo.

2 IMMISSIONE SUL MERCATO A PREZZI ACCESSIBILI DI MIGLIAIA DI ALLOGGI: non essendo in competizione con soggetti con diversa capacità di spesa sul breve periodo, migliaia di alloggi oggi riservati esclusivamente alla turistificazione di massa ed ai soggiorni brevi, sarebbero nuovamente disponibili per il mercato delle famiglie, dei giovani e degli studenti.

3 NUOVI STRUMENTI DI GOVERNO DEL TERRITORIO: a controllare le locazioni illegali, oggi fonte di innumerevoli abusi e soprusi, e le circa 200.000 case vuote. gli enti locali come i comuni o i municipi (che oggi non hanno alcun mezzo di intervento) potranno verificare, accedendo ai database delle aziende fornitrici di servizi, il reale stato degli alloggi e sanzionare le locazioni in nero o le finte residenze, con un drastico calo dell’evasione e maggiori proventi da investire in edilizia residenziale pubblica e servizi per gli stessi territori.

4 MENO MOROSITA’ = MENO PROVVEDIMENTI: canoni sostenibili equivalgono a meno cause con relative spese, meno procedimenti, più tranquillità e maggior solidarietà. I piccolissimi proprietari oggi tendono a ragionare come se fossero dei grandi immobiliaristi ma non è così. Questi non godono degli stessi privilegi dei palazzinari, però lottano affinché questi privilegi non vengano toccati nonostante non riguardino loro, ma la stessa categoria che li ha costretti a mutui lunghissimi con rate altissime nella convinzione che il bene casa debba essere un bene di mera speculazione.

In definitiva l’introduzione di una legge sui canoni con meccanismi di calmierazione e controllo del mercato migliorerebbe non solo la vita a tutte quelle famiglie che oggi pagano con difficoltà un affitto o vengono sfrattate perché non riescono più a pagare, ma anche al resto della città, che nell’ottica di un potenziamento del sistema di Patrimonio Pubblico, beneficerebbe nell’immediato di una situazione generale meno emergenziale, oltre che di maggiori entrate per investimenti in servizi e patrimonio.

*Asia-USB