di Giovanni Barbera—-

Siamo molto soddisfatti per il rinvio di tre mesi dell’esecuzione dello sfratto per finita locazione ai danni di Anna, una donna sessantacinquenne, socialmente fragile e afflitta da una serie di patologie mediche, che vive da 31 anni in un appartamento del Vaticano, a Via del Gonfalone, in pieno centro storico. Uno sfratto che si trascina da quasi trent’anni e che era stato sospeso per una decina di anni, prima di essere nuovamente riattivato.  

Il rinvio dell’esecuzione dello sfratto rappresenta un risultato assolutamente non scontato, frutto della mobilitazione organizzata in questi giorni da Rifondazione Comunista e da Unione Inquilini che sono riusciti ad attirare l’attenzione degli organi di stampa su un caso emblematico, visto che in Città ci sono altre situazioni simili che coinvolgono sempre il Vaticano. 

Ora è necessario utilizzare il rinvio per aprire immediatamente una trattativa con l’ente del Vaticano che detiene la proprietà dell’appartamento, al fine di risolvere positivamente questa triste vicenda che si trascina da troppo tempo. Sarebbe inaccettabile che Anna venisse gettata sulla strada, peraltro durante il periodo del Giubileo. Per questo motivo, ci siamo rivolti direttamente a Papa Francesco affinché intervenga direttamente sull’ente che gestisce l’immenso patrimonio immobiliare della Santa Sede, con lo scopo di dare concreta attuazione a quella esortazione da lui stesso espressa nei giorni scorsi, quando invitò le strutture ecclesiastiche proprietarie di immobili a offrire il loro contributo per arginare l’emergenza abitativa. Sarebbe veramente incomprensibile se il Vaticano, dopo le parole di Papa Francesco, continuasse a portare avanti uno sfratto nei confronti di una persona fragile e malata come Anna. Sfratto che non è giustificato neanche dalla morosità, visto che i pagamenti del canone di locazione risultano essere regolari.

Purtroppo Roma, a causa della latitanza delle istituzioni pubbliche, si conferma la Capitale degli sfratti. Nel 2023 sono stati emanati ben 5.081 provvedimenti di sfratto, di cui 2058 sono stati trasformati in effettivi sgomberi, con una media di 171 al mese. Dati allarmanti destinati a crescere con il Giubileo, visto che il mercato degli affitti tende a privilegiare i contratti brevi ad uso turistico, riducendo l’offerta per i residenti, costretti a fare i conti con canoni di locazione sempre più inaccessibili. Un fenomeno speculativo che per noi è inaccettabile in quanto va a ledere uno dei diritti fondamentali che è quello alla casa.