di Giuseppe Carroccia—-

Dopo una serie continua di spostamenti determinati dalle restrizioni della legge anti sciopero e dalle deliberazioni della commissione di garanzia, finalmente i ferrovieri hanno potuto scioperare.

Uno sciopero sul contratto delle attività ferroviarie di solo 8 ore martedì 6 maggio dalle 9 alle 17 come prevede la legge che ha visto un’alta partecipazione nonostante le difficoltà che comportano gli scioperi inferiori alle 24 ore.

A un’ora dalla fine dello sciopero la circolazione era ancora ferma ed è ripresa solo dopo diverse ore, segno anche questo di uno sciopero riuscito.

Sui binari sgombri dal passaggio dei treni riposavano tranquilli i resistenti papaveri rossi.

Nella fermata di Valle Aurelia tra i pendolari in attesa nessuna protesta o reazioni rabbiose come poteva succedere passato, ma ci si comincia ad abituare a un disagio che forse viene anche considerato giustificato visto la drammatica situazione salariale che vive la classe lavoratrice nel nostro paese, denunciato nei giorni scorsi persino dal Presidente della repubblica

Lo sciopero proclamato dai sindacati confederali dall’Orsa e dalla Fast che si sono mossi anche per la riuscita dei 9 scioperi precedenti fatti dall’assemblea del personale mobile, ha dimostrato che non è la volontà di lotta che manca.

L’azienda ha convocato i sindacati per i prossimi giorni. Vedremo quale sarà l’esito della trattativa, se la forza messa in campo avrà risultati significativi.

In calendario comunque ci sono altre giornate di sciopero preannunciato dai sindacati di base.

Comunque un’altra bella giornata di lotta.

Questo mese che ci separa dal referendum del 8 e 9 giugno se fosse segnato da una ripresa delle mobilitazioni di tutte le categorie renderebbe più forte la partecipazione al voto. A partire dal contratto dei metalmeccanici.

 La migliore rivolta per il movimento operaio rimane infatti lo sciopero.