di Maurizio Messina—- 

Il progetto del Comune di Roma di abbattere decine di alberi d’alto fusto per fare il parcheggio davanti alla stazione di Acilia sud – Dragona si sta ridimensionando, grazie alla dura opposizione di Comitati, associazioni e abitanti del territorio, che hanno bocciato il progetto elaborato (in fretta e furia e senza alcuna consultazione della popolazione locale) da Risorse per Roma.

Le lettere inviate all’assessora comunale ai LLPP Segnalini evidenziano l’insostenibilità di tale progetto ed indicavano proposte alternative niente affatto impattanti. Il Comune ha dovuto quindi rivedere le sue decisioni, in questo modo dai 98 abbattimenti previsti nel bando di gara per la costruzione del parcheggio, si è passati a 74 e poi a 31, con in più 21 alberi espiantati e ripiantati (anche se non c’è alcuna garanzia che sopravvivano).

 Il Comitato Pendolari Roma Ostia, Italia Nostra, Legambiente, WWF e CdQ Acilia sud hanno ribadito che l’area giusta per costruire il parcheggio di scambio, indispensabile per la nuova stazione, è quello previsto nel PUMS il Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile e sostenuto anche dalla delibera n. 5/2022 del Municipio X, un’area dismessa da Atac ed acquistata dal Comune proprio per il parcheggio. Invece di procedere speditamente alla realizzazione dell’opera il Comune e  il Municipio X hanno cambiato le carte in tavola ed hanno individuato nel boschetto adiacente alla stazione l’area da destinare ai posti auto, con il relativo abbattimento degli alberi.

 Nel corso dell’incontro con l’assessorato, il municipio, i tecnici del Comune e di Risorse per Roma, avvenuto il 24 ottobre scorso, i comitati e le associazioni hanno rimesso sul tavolo l’ipotesi prevista dal PUMS, ricevendo come risposta che quell’area andrà destinata ad una stazione di ricarica Atac per i prossimi bus a idrogeno. Alla richiesta avanzata di conoscere i documenti che cambiavano destinazione d’uso all’area, la risposta di Comune e Municipio è stata evanescente: non ci sono documenti né ufficiali né in bozza, solo chiacchiere, e pertanto non è chiaro se questo deposito si farà davvero, se coprirà tutta l’area o solo una parte, quando dovrebbero partire i lavori e quanto dovrebbero durare. Per questo motivo il Comune ha deciso di utilizzare il boschetto pagando una parte dei lavori con i fondi del Giubileo. Da qui la fretta, perché se non si spendono entro giugno 2026 i fondi non saranno più disponibili.

Comitati ed associazioni durante l’incontro hanno presentato un piano alternativo, efficicace, a quello di Risorse per Roma, non impattante e garantendo lo stesso numero di posti auto. Questa ipotesi ha spiazzato le controparti, che sono state costrette a valutare il progetto alternativo. Il prossimo incontro si terrà il 21 novembre prossimo e lì si dovranno confrontare le ipotesi e scegliere la migliore.

Auspichiamo che vinca la ragione e il buon senso piuttosto che il ruolo giocato dai proponenti. Staremo a vedere.

In ogni caso associazioni, comitati e la gente sono tutti pronti a scendere in piazza, anzi nel boschetto, per impedirne lo scempio.

I motori sono accesi.