di Daniela Alessandri—-

L’accordo commerciale firmato tra Unione Europea e Stati Uniti rappresenta una svolta pericolosa per l’economia europea e italiana. Presentato come un’ intesa di cooperazione transatlantica, nei fatti segna una pesante cessione di sovranità economica e industriale, che rischia di aggravare disuguaglianze sociali e squilibri territoriali.

Il cuore dell’accordo è profondamente asimmetrico: mentre le merci europee dovranno affrontare dazi tra il 15% e il 50% per entrare nel mercato statunitense, i prodotti USA potranno circolare in Europa quasi senza imposte. L’UE, inoltre, si impegna ad acquistare gas liquido americano – molto più costoso rispetto alle precedenti forniture russe – e ad aumentare la spesa militare, di fatto aprendo nuovi canali di trasferimento di ricchezza pubblica verso l’industria bellica a stelle e strisce.

Per regioni come il Lazio, questo accordo rischia di produrre effetti gravi e duraturi. Nel 2024, il Lazio ha esportato beni e servizi per oltre 2,6 miliardi di euro verso gli Stati Uniti, una quota pari al 5,6% dell’export italiano su quel mercato. Il settore farmaceutico, con un peso di oltre il 40% dell’export regionale, è il più esposto ai nuovi dazi. Seguono l’aerospazio e l’agroalimentare, comparti ad alta intensità di capitale e lavoro. Sono a rischio 10mila posti di lavoro nella nostra regione!

L’area metropolitana di Roma concentra buona parte di questi flussi commerciali e occupazionali. Colpire queste esportazioni con barriere tariffarie significa mettere a rischio il ruolo strategico di questi settori per l’economia regionale. Le ricadute potrebbero riguardare intere filiere locali, in un contesto già segnato da anni di disinvestimento industriale e precarizzazione del lavoro.

Ma i problemi non finiscono qui. L’obbligo di acquistare gas statunitense a costi superiori rispetto a quelli prebellici produrrà un ulteriore incremento dei costi energetici per imprese e famiglie. Al tempo stesso, l’aumento delle spese militari sottrarrà risorse a settori fondamentali come sanità, scuola, trasporti pubblici. Nel Lazio, dove la sanità pubblica è da anni in affanno, con liste d’ attesa insostenibili e cronica carenza di personale, questi tagli rischiano di spingere ancora più cittadini verso il settore privato.

L’intesa tra UE e USA rafforza una direzione politica fondata sulla competizione bellica e sulla subordinazione economica ed il predominio degli Stati Uniti sulla UE. In questo scenario, a pagare il prezzo sono i territori più fragili e le classi popolari.

È necessario costruire un fronte di opposizione sociale e politica, capace di rimettere al centro i bisogni delle persone e l’autonomia produttiva dei territori.