FILLEA CGIL ROMA E LAZIO *—-
Un’altra vita spezzata sul lavoro. Un’altra morte che non possiamo accettare.
Il 12 ottobre a Fiano Romano, in Sabina, un operaio di 58 anni ha perso la vita dopo essere precipitato da un’altezza di circa dieci metri mentre lavorava in un cantiere.
Ancora una volta siamo costretti a parlare di una morte sul lavoro. Ancora una volta una persona è uscita di casa per lavorare e non vi farà più ritorno.
Non possiamo continuare a considerare queste tragedie come una conseguenza inevitabile del lavoro. La sicurezza non può dipendere dalla fortuna, né essere sacrificata in nome della velocità, del risparmio e del profitto.
Chiediamo che venga fatta piena luce sulle dinamiche e sulle responsabilità di quanto accaduto. Ma soprattutto chiediamo interventi concreti: più controlli, più ispettori, formazione adeguata, qualificazione delle imprese e un sistema di appalti che metta al centro la vita delle persone.
Come Fillea CGIL Roma e Lazio esprimiamo il nostro profondo cordoglio e la nostra vicinanza alla famiglia, agli affetti e ai colleghi del lavoratore.
Non basta indignarsi dopo ogni morte. Bisogna intervenire prima, perché nessuno debba più perdere la vita per guadagnarsela.
*postato su Facebook il 12 ottobre 2026
