di Giuseppe Carroccia—-
Tre giorni di dibattiti alla Festa del tesseramento della Cgil di Roma e del Lazio Al lavoro insieme per i diritti dal 24 al 26 settembre nel giardino subito all’ingresso di Villa Lazzaroni sulla via Appia Nuova.
La villa, molto vissuta dalla popolazione del quartiere Appio, ha ospitato l’anno scorso anche la festa dell’Anpi Provinciale che quest’anno ha fatto un passo ulteriore verso la periferia svolgendola al Quarticciolo.
L’idea di spostare verso le periferie i momenti di festa del sindacato era già stata proposta 15 anni fa anche per sopperire alla diminuita presenza dei partiti della sinistra, ma rimase una giusta intuizione poco praticata. Quest’anno ci si avvicina all’obiettivo. Una Festa essenziale, quindi popolare, con bar, punti ristoro, palco grande per concerti, gli stand delle associazioni tra le quali l’Anpi e L’associazione Berlinguer.
Tanti i dibattiti e la presentazione di libri. Quello ambientalista su L’Internazionale della terra, sui 135 anni della Camera del Lavoro di Roma, su Innovazione e sicurezza con le nuove forme di IA, sulla necessità di potenziare il servizio sanitario nazionale, su come eliminare le disuguaglianze per un lavoro di qualità, sull’intelligenza artificiale e l’imperialismo digitale, sull’equità fiscale.
Festa anche con incontri non annunciati nella locandina come quello molto interessante dei giovani della Rete degli studenti in cui è emersa forte la preoccupazione per il diritto allo studio con i nuovi studentati dai prezzi impopolari.
Due le iniziative Verso il 17 ottobre per la manifestazione nazionale della Via Maestra in difesa della Costituzione. Un’assemblea pubblica con i comitati referendari, le forze politiche e sociali a cui per Rifondazione Comunista ha partecipato il compagno Elio Romano e l’assemblea dei delegati/e con Maurizio Landini. Nel suo intervento il segretario generale ha mosso una severa critica all’azione legislativa di tutti i governi in particolare quelli di centro sinistra, ha annunciato una mobilitazione forte contro la prossima legge di bilancio e ha chiesto esplicitamente di tornare a un meccanismo automatico che difenda i salari dall’inflazione. In pratica la scala mobile parola sparita dal lessico sindacale e sostenuta soltanto dai sindacati di base e da Rifondazione comunista che su questo lanciò ben due leggi di iniziativa popolare, nel 1994 e nel 2005.
Come questo si concilierà con l’accordo con Cisl Uil e Confindustria sul salario rimane ancora non chiaro. Si percepisce la preoccupazione per il voto operaio in Germania e quella che dovrebbe essere ancora maggiore nel nostro Paese dove il primo partito tra gli operai nelle ultime elezioni è stato Fratelli d’Italia.
Vedremo se alle parole seguiranno i fatti. Come dicevano le nonne giardiniere, mentre curavano l’orto che dava da mangiare: se son rose fioriranno. Speriamo, ma negli ultimi 30 anni la classe lavoratrice italiana ha sentito solo le spine.
