di Germano Di Francesco—-
Si è costituito a Roma il Tribunale delle Comunità Ribelli che ha portato in Campidoglio la denuncia delle politiche ambientali romane e della regione Lazio portando la richiesta di giustizia di intere comunità lese nei loro diritti più essenziali, a partire da quello alla salute.
In centinaia hanno attraversato il centro di Roma portando la verità delle loro accuse , provate nei fatti, in una regione che sempre più appare segnata da scelte imposte dall’alto e da un modello di governo incapace di ascoltare i territori. Aver portato questa denuncia nel cuore della Capitale rappresenta un passaggio importante per chi da anni si batte contro decisioni che incidono drammaticamente sulla vita delle comunità.
Dalla contestazione al piano rifiuti del Sindaco Roberto Gualtieri a quello della Regione Lazio guidata da Francesco Rocca, la critica al sistema romano si è fatta netta e inflessibile, denunciando una gestione fallimentare, testimoniata dalle recenti ordinanze vergogna sui TMB di Rocca Cencia, Ponte di Malnome, via dei Romagnoli e lontana anni luce dai bisogni reali dei territori.
Al centro della contestazione vi sono il progetto dell’inceneritore di Roma, i biodigestori previsti (Casal Selce, Cesano e Civitavecchia) e le ulteriori infrastrutture considerate impattanti nei territori, insieme alla denuncia della mattanza degli alberi e dei boschi urbani, che trova nella Capitale una delle sue espressioni più evidenti.
A Roma e nella sua provincia le Comunità Ribelli continuano a organizzarsi e a sostenersi reciprocamente, senza rassegnarsi a un futuro di morte deciso dall’alto.
Per questo rilanciano con due iniziative: il 5 giugno davanti alla Regione Lazio, contro il Piano Regionale Gestione Rifiuti (PRGR) della giunta Rocca che ingloba integralmente il Piano dei rifiuti di Roma Capitale del commissario Gualtieri, e una successiva iniziativa a Piazzale Clodio, “perché qualcuno dovrà pur mettere mano alla montagna di criticità e responsabilità denunciate in questi anni”.
La giornata di oggi segna un primo importante momento di convergenza tra chi si batte contro i piani dei rifiuti di Rocca e Gualtieri (inceneritore e biodigestori), chi si oppone alle nuove infrastrutture previste dalla Regione e chi difende le leggi che tutelano l’ambiente, la salute ed il bene comune.
Sabato 16 maggio nella Piazza del Campidoglio di Roma : la voce dei comitati
