di Loredana Fraleone—-
Il coordinamento 8 marzo di Civita Castellana, che da anni organizza iniziative per la giornata internazionale delle donne, sempre legate all’attualità di temi sociali, politici e internazionali, ha dedicato quest’anno la giornata alle donne palestinesi. Grazie a una lunga e accurata preparazione, sono state scelte opere di artiste palestinesi, poetesse, pittrici, cantanti, attrici, raccolte in una mostra con riproduzioni di dipinti, immagini e poesie, in molti casi realizzati durante il genocidio messo in atto dagli Israeliani a Gaza.
In una saletta attigua alla sala più grande del centro commerciale Marcantoni, dove era esposta la mostra, è stato anche proiettato un filmato, con alcune testimonianze di artiste, di grande intensità e capacità di coinvolgimento, come del resto la mostra.
Quest’anno non ci sono stati interventi delle organizzatrici e delle partecipanti, come al solito, perché è stata lasciata la parola alle immagini, alle parole scritte, che hanno riproposto non solo la tragedia di chi subisce oppressione, distruzione e assassinio, ma anche la resistenza di un popolo, che ha ormai nel proprio codice genetico la sopportazione ma non la rassegnazione.
Dopo iniziative come questa si potrebbe provare un senso d’impotenza per l’inadeguatezza rispetto a quello che servirebbe davvero al popolo palestinese, ma riflettendo bene, emerge il valore di ciò che si continua a fare con i presidi, la raccolta di fondi, la denuncia, il racconto di una cultura meravigliosa, che induce anche noi alla non rassegnazione.
