di Daniela Alessandri—-
L’attacco militare condotto da Stati Uniti e Israele contro l’Iran rappresenta un atto di guerra gravissimo, un salto di qualità nell’ escalation bellica che impone la guerra come unico orizzonte nelle relazioni internazionali. Si tratta di un’ aggressione deliberata contro uno Stato sovrano, in aperta violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite – nulla a che vedere con la “difesa”, ma espressione pura di una logica di competizione tra poli capitalisti che si gioca tra economia e guerra, causando stragi di civili e destabilizzazione permanente del Medio Oriente.
Le narrazioni ufficiali sono false e strumentali: si parla di “operazione per difendere il popolo americano dalle minacce di Teheran” o di “libertà delle donne iraniane”, oscurando la realtà brutale. L’attacco ha provocato la morte di oltre 100 studenti, in maggioranza bambine – un crimine orrendo contro vite innocenti. Nessuna propaganda può cancellare il sangue versato né nascondere le reali motivazioni imperialiste.
USA e Israele stanno trascinando la regione e il mondo verso un conflitto sempre più ampio, con il rischio concreto di una guerra generalizzata. I governi occidentali, in primis quello italiano, sostengono politiche di riarmo, escalation e aggressione, scaricando i costi economici e sociali sulle classi popolari, sui lavoratori e sui popoli già colpiti da crisi profonde.
Denunciamo con la massima fermezza la volontà di innalzare il livello dello scontro militare, l’uso sistematico della guerra come strumento di politica internazionale, il silenzio complice e l’allineamento dei governi europei che giustificano invece di fermare l’aggressione.
La guerra non porta sicurezza, ma morte, distruzione, povertà e repressione: è sempre il prezzo pagato dai civili, mentre l’industria bellica e gli interessi geopolitici traggono enormi profitti.
Di fronte a chi vuole imporre la guerra come destino inevitabile, ribadiamo:
* No alla guerra imperialista, al riarmo e alle politiche di aggressione!
* Immediata cessazione delle operazioni militari!
* Blocco dell’invio di armi e del sostegno ai conflitti!
* Mobilitazione contro l’economia di guerra e per la pace, l’autodeterminazione dei popoli e la solidarietà internazionalista!
In questo contesto di urgenza globale, Roma ha visto nei giorni scorsi una mobilitazione frammentata ma determinata contro l’aggressione. Come anticipato negli appelli circolati tra realtà antimperialiste, sono stati organizzati tre presidi distinti, che hanno radunato attivisti, collettivi e cittadini in opposizione alla guerra. Tuttavia, la dispersione ha indebolito l’impatto complessivo, favorendo i guerrafondai e sottolineando la necessità di un fronte unico.
Questi tre presidi, pur esprimendo una comune opposizione all’aggressione, hanno sofferto di una dispersione che ne ha attenuato la forza. La frammentazione – come vediamo continuamente – gioca a favore dei guerrafondai: invece di un unico fronte visibile e compatto, le energie si sono divise in iniziative isolate, riducendo l’impatto mediatico e politico. Proprio in un momento in cui a Roma si sono tenute anche contro-manifestazioni di esuli iraniani che celebravano l’attacco (come quella in piazza San Giovanni, con centinaia di partecipanti festanti per la “fine di Khamenei”), la sinistra antimperialista deve superare settarismi e divisioni interne per coordinarsi e amplificare davvero la voce antiguerra.
ORA PIÙ CHE MAI SERVE UN FRONTE COMUNE ANTI GUERRA E ANTISIONISTA! Chi ha partecipato ai presidi, chi ha diffuso gli appelli: continuiamo a convergere, a contattarci, a mobilitarci. No alla guerra imperialista – Fermiamo USA, Israele e i loro complici! Solidarietà con l’Iran aggredito – Solidarietà con la Resistenza dei popoli oppressi!
