di Andrea Ilari—-
Giovedì 26 febbraio si è svolta una manifestazione di piazza nel quartiere appio latino contro il riarmo e per la pace. L’assemblea si è svolta in un luogo particolarmente significativo per il quartiere Piazza Scipione Ammirato che oggi è una piazza pedonale ma che fu strappata al traffico e al degrado grazie ad una battaglia capeggiata dal partito della rifondazione comunista. Proprio in quella piazza i segretari dei circoli del settimo municipio Appio e Longo del PRC hanno deciso di organizzare insieme alla Rete Ecosocialista e Sinistra Anticapitalista una manifestazione di piazza per la pace e contro il riarmo. La decisione europea di portare al 5% le spese militari sta spingendo anche il nostro Paese verso una deriva pericolosa. Nel 2025 è previsto un clamoroso aumento della spesa militare — distribuita tra il Ministero della Difesa, il Ministero dell’Economia e delle Finanze e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy — superiore al 12%.
Parliamo di oltre 40 miliardi di euro destinati all’acquisto e alla costruzione di sistemi d’arma nell’arco di tre anni, dal 2025 al 2027. Solo nel 2025 la spesa militare raggiungerà i 32 miliardi di euro, di cui ben 13 miliardi destinati esclusivamente alle armi.
Questa manovra sottrarrà risorse fondamentali alla sanità, alla scuola, all’università e alla ricerca. Il contratto firmato da CISL e UIL per il comparto scuola, università e ricerca comporta una perdita di circa 20 miliardi di euro per i lavoratori del settore: risorse che finiranno invece per alimentare l’industria bellica e finanziare gli aerei di Trump.
Gli interventi dei lavoratori e dei cittadini presenti hanno ribadito che quest’ enorme quantità di risorse comporterà il taglio della sanità pubblica già duramente provata dalle politiche nazionali e regionali degli ultimi anni, dalla scuola dove invece di investire si riduce il personale e chiaramente in quella che doveva essere la transizione ecologica. E’ stato ricordato come la situazione non sia diversa negli altri paesi europei e si è portata la solidarietà ai giovani tedeschi che saranno obbligati al servizio di leva.
L’assemblea è stata conclusa da un intervento di Eliana Como che ci ha ricordato come il riarmo e l’aumento delle spese militari stia avvenendo in tutto il mondo con un aumento dell’autoritarismo e delle violenze contro i manifestanti. Per bloccare la svolta autoritaria e dire no all’economia di guerra occorre mobilitarsi, a cominciare dal referendum dove bisogna votare NO alla modifica della costituzione che renderebbe la magistratura subordinata al potere politico, ma soprattutto con le lotte e le rivendicazioni dei lavoratori e delle lavoratrici. Eliana ha poi invitato tutti e tutte a partecipare alla manifestazione NO KINGS che si svolgerà il 28 marzo a Roma per dire basta al potere nelle mani di pochi uomini, e per riprenderci gli spazi democratic
