di Daniela Alessandri—-

Domenica  14 settembre, al Cinema Aquila di Roma, si è svolta un’assemblea nazionale indetta unitariamente dai collettivi palestinesi e costruita insieme a centinaia di compagne e compagni, realtà sociali e politiche, collettivi studenteschi e associazioni.

Una sala strapiena, con persone che ascoltavano da fuori, che ha espresso con forza un messaggio chiaro: fermare il genocidio contro il popolo palestinese, colpire il sionismo e l’imperialismo che lo sostengono, unire le lotte per la giustizia sociale e la liberazione dei popoli.

La discussione ha messo in luce la complicità del governo italiano, che continua a vendere armi a Israele, a firmare accordi militari ed economici e a legittimare il massacro. È stato ribadito il legame tra la resistenza palestinese e le lotte in Italia contro la NATO, il riarmo, l’economia di guerra che devasta territori e comunità, mentre sottrae risorse a sanità, scuola e diritti. Centrale anche la denuncia del silenzio dei media e della propaganda filoisraeliana, da contrastare con una contro-narrazione popolare e militante.

Non è stata un’assemblea di testimonianza ma di organizzazione. La manifestazione nazionale del 4 ottobre a Roma sarà un passaggio decisivo per dare forza a una mobilitazione di massa che metta al centro la Palestina e rilanci la resistenza alle guerre e al neoliberismo.

Intanto il percorso è già iniziato nei territori, con presidi, cortei e iniziative come la “rotta dell’equipaggio di terra” della Global Sumud Flotilla, e si rafforzerà nello sciopero generale del 22 settembre indetto dai sindacati di base, che l’assemblea ha deciso di sostenere e attraversare portando la connessione tra giustizia sociale e solidarietà internazionale.

Forte attenzione è stata data anche alla crescente militarizzazione dell’istruzione: dalle scuole alle università, occorre respingere e boicottare gli accordi con atenei israeliani e i finanziamenti delle industrie belliche, in primo luogo Leonardo. Bloccare questi rapporti significa fermare la complicità del sistema educativo con la macchina di guerra.

Sono state rilanciate le campagne di boicottaggio dei prodotti e delle imprese complici del genocidio, così come le mobilitazioni studentesche, le azioni di informazione e la comunicazione condivisa. È stato rafforzato il coordinamento nazionale con referenti territoriali e momenti di confronto periodici per garantire continuità e radicamento.

L’assemblea ha mandato un segnale forte: la lotta paga solo se è organizzata e determinata. Nelle prossime settimane bisogna moltiplicare le iniziative, sostenere lo sciopero generale del 22 settembre e costruire una grande manifestazione il 4 ottobre a Roma. Non c’è neutralità possibile: o si sta con gli oppressi o con gli oppressori. Noi stiamo con la Palestina, con il suo diritto alla resistenza e con tutte le lotte che sfidano il dominio imperialista.

Stop al genocidio, fermiamo il sionismo con la resistenza.