di Stefano Salvi—-
L’arte si fa memoria: successo alla Vaccheria per l’ottantesimo della Liberazione
Si è chiusa con grande partecipazione di pubblico e unanime consenso della critica la mostra ospitata alla Vaccheria, spazio espositivo nel cuore di Roma, dedicata all’ottantesimo anniversario della Liberazione. Un evento culturale che è andato ben oltre la semplice commemorazione storica, proponendosi come laboratorio vivo di riflessione artistica e civile.
In un momento storico segnato da nuove inquietudini sociali e politiche, la mostra ha riportato in primo piano un’arte militante, capace di interrogare il presente attraverso la memoria. Le opere esposte – pittura e scultura – hanno dialogato con la Storia, restituendo al pubblico uno sguardo critico e partecipato.
Curata con rigore e passione da Roberto Gramiccia, l’esposizione ha saputo coinvolgere un pubblico ampio e variegato: studenti, appassionati, studiosi, semplici curiosi. La partecipazione è stata costante, con picchi di affluenza durante gli incontri e le performance parallele che hanno arricchito il programma.
A entusiasmare la critica è stata soprattutto la coerenza del percorso curatoriale, che ha saputo tenere insieme tensione estetica e impegno civile. Non si è trattato di un’operazione nostalgica, ma di un esercizio di consapevolezza: un modo per ricordare che la libertà, ieri come oggi, va difesa anche (e forse soprattutto) con la forza dell’immaginazione.
Con questa mostra, la Vaccheria si conferma luogo vivo della scena culturale romana, capace di parlare al presente senza dimenticare il passato.
