di Daniela Alessandri—- 

È partita anche nel Lazio la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare “1% Equo”, promossa da Rifondazione Comunista e altri soggetti. L’obiettivo è introdurre un contributo progressivo sui patrimoni superiori ai 2 milioni di euro, escludendo l’abitazione principale.

L’articolo 53 della Costituzione (sulla progressività fiscale) è stato svuotato da anni di politiche fiscali favorevoli ai grandi patrimoni: meno progressività dell’IRPEF, flat tax e regimi agevolati, tassazione privilegiata delle rendite finanziarie, condoni e scudi fiscali, imposte indirette sempre più pesanti e totale assenza di una patrimoniale sui grandi patrimoni. Così il peso del fisco è stato spostato dal capitale al lavoro dipendente e alle pensioni. Una deriva costruita negli anni tanto dai governi di centrodestra quanto da quelli di centrosinistra.

Riforme come il Pacchetto Treu del 1997 e il Jobs Act del 2015 hanno aumentato precarietà e flessibilità del lavoro, contribuendo alla stagnazione salariale e alla crescita del lavoro povero. Parallelamente, i governi succedutisi negli ultimi decenni hanno ridotto la pressione fiscale su profitti, rendite e grandi patrimoni, scaricando il peso del sistema tributario soprattutto sui redditi da lavoro.

Il risultato è un aumento costante delle disuguaglianze. Secondo i dati Oxfam, il 5% più ricco delle famiglie italiane possiede quasi la metà della ricchezza nazionale, mentre oltre 5,7 milioni di persone vivono oggi in povertà assoluta.

Nel Lazio la situazione è tra le più marcate. La regione conta circa 57-60 mila milionari e una forte presenza di ultraricchi, soprattutto a Roma. Qui convivono quartieri centrali con redditi elevatissimi e periferie/province con rischio povertà sopra la media nazionale. Una polarizzazione accentuata da politiche bipartisan che hanno protetto i grandi patrimoni e scaricato i costi sui lavoratori e sulle fasce medio-basse.

Anche per questo la proposta “1% Equo” punta a spostare la tassazione dal lavoro ai grandi patrimoni, alle rendite e ai profitti finanziari. La misura riguarderebbe meno dell’1% della popolazione italiana e potrebbe generare risorse significative da destinare a sanità pubblica, istruzione, edilizia popolare, tutela ambientale, sicurezza sul lavoro e riduzione della pressione fiscale sui redditi medio-bassi.

Sul tema si registrano le difficoltà del Partito Democratico, che continua a mantenere una posizione prudente sulla patrimoniale (cercando di spostare la decisione a livello europeo) , mentre una parte della sinistra, a partire da Rifondazione Comunista e Avs, sostiene apertamente la necessità di una tassazione straordinaria dei grandi patrimoni.

L’obiettivo della campagna è raccogliere almeno 50mila firme nei prossimi mesi, sia online tramite SPID o CIE sia attraverso banchetti e iniziative pubbliche sul territorio.

Una battaglia che rimette al centro un principio semplice: chi ha di più deve contribuire di più, per finanziare diritti sociali, servizi pubblici e ridurre disuguaglianze ormai diventate insostenibili.

Qui di seguito il link per firmare tramite SPID o CIE:

https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6500014