di Silvio Marconi—-
Il 17 dicembre, a Roma, presso il Centro Sociale “Spartaco” si è svolta una partecipata iniziativa organizzata dalla Sezione ANPI Statuario-Capannelle sulla lotta dei lavoratori della ex-GKN di Campi Bisenzio.
I rappresentanti del Gruppo Reindustrializzazione che opera con il Collettivo di quei lavoratori hanno riassunto i 3 duri anni di lotta e le caratteristiche del Piano Industriale prodotto dal basso e dello stato attuale della battaglia che coniuga, in un modo e con una lucidità unici in Italia questione del che produrre, come produrre, per chi produrre e quindi tematiche sociali, economiche, ambientali, culturali.
Sono intervenuti, oltre al primo promotore della serata, Guido Marinelli dell’ANPI Statuario-Capannelle,
rappresentanti del CSOA Spartaco, di Friday for Future e delle Sezioni ANPI Quadraro “Nido di Vespe”,
Esquilino-Celio Monti e Appio, mentre era presente anche la rappresentante dell’ANPI di Monterotondo.
Sono state effettuate una vendita di libri (due scritti da lavoratori della ex-GKN), gadgets e birre solidali ed una apericena a sottoscrizione, per la raccolta di fondi per la Cassa di Resistenza dei lavoratori, che da 12 mesi non percepiscono stipendio.
Il valore della esperienza della lotta dei lavoratori della ex-GKN si fonda soprattutto sulla eccezionale capacità di comprendere l’esigenza imprescindibile di costruire RETI: reti concettuali e tematiche fra questioni del lavoro, della gestione del territorio, della valorizzazione della Memoria resistenziale, dell’ambiente, dei diritti, delle modalità di produzione, reti fra lotte troppo spesso separate negli ultimi decenni, come quelle degli operai, degli studenti, degli antifascisti, delle donne, degli ecologisti, a fianco dei Palestinesi, contro l’economia di guerra e i suoi sostenitori, reti fra esperienze e competenze operaie, di scrittori, di tecnici, di ricercatori, di studenti, di artisti, di rappresentanti associativi, ecc.
Tutte le iniziative che in questi 3 anni i lavoratori della ex-GKN, grazie al loro Collettivo, hanno svolto e
stanno svolgendo vanno in questo senso, dai cortei alle rassegne musicali, dai presidi ai Festival delle
letterature di classe, dai progetti concreti alle costruzioni sperimentali di prodotti ecosostenibili e tutte dentro una logica riassunta nello slogan (di origine partigiana) “INSORGIAMO!” a ribadire il rifiuto della globalità del modello ecocida, genocida, oppressivo, sessista, guerrafondaio, omofobo, classista dominante.
Proprio questa centralità dell’”approccio a rete”, più ancora della radicalità dello stesso, rappresenta una sfida di altissimo livello alle tendenze in atto in Italia e altrove, ma anche un esempio, che si collega ad altri in Italia, Spagna, Argentina, Francia (sia pure privi di un simile livello elaborativo), di recupero di aziende da parte dei lavoratori , di quel che potrebbe assurgere a modello con capacità diffusive. Proprio per questo, alle ovvie opposizioni feroci, a base di menzogne, ricatti, minacce, affamamento, campagne di destabilizzazione e criminalizzazione, del padronato, delle forze reazionarie, dei soggetti USA implicati nella vicenda si sommano e si affiancano azioni dilatorie di chi pure talora dice di collocarsi “a sinistra”, con la segreta speranza che “l’operazione riesca ma il paziente muoia” per il prevalere dei bisogni familiari, e purtroppo spesso la sottovalutazione dell’esperienza anche da parte di chi pure “di sinistra” è davvero o addirittura si autorappresenta come “antagonista”.
Per questo l’iniziativa del 17 dicembre, che si colloca dentro una serie di numerose attività dei/coi lavoratori della ex-GKN in tutta Italia (sotto il titolo anch’esso di ispirazione partigiana “ EQAUARERE ALL’INVERNO, PRENDERCI LA PRIMAVERA”), rappresenta un tassello significativo di un impegno che è urgente ampliare e rafforzare per non dover piangere una ulteriore sconfitta di cui gli “indifferenti” odiati giustamente da Gramsci avrebbero più responsabilità dello stesso nemico di classe.
