di Giuseppe Carroccia—-
Sabato sette dicembre un rumoroso corteo poco giubilante ma molto arrabbiato ha invaso Piazza del Campidoglio per contestare il merito e il metodo con il quale la giunta Gualtieri ha utilizzato i fondi del Pnnr e per il Giubileo 2025.
Erano più di mille in rappresentanza delle principali vertenze cittadine su casa, raccolta differenziata contro gli inceneritori, difesa dei parchi contro la speculazione edilizia in particolare quella a Pietralata dove è previsto uno stadio sulle sponde dell’Aniene, visto che quello sulle sponde del Tevere è stato impedito dalla mobilitazione dei cittadini di Tor di Valle per gli evidenti rischi idrogeologici. Ma insistono, manco la Roma fosse una squadra di pallanuoto.
Una mobilitazione ampiamente riuscita a segnare la strada da percorrere nei prossimi mesi giubilari che vedranno ancora una volta l’abbandono delle periferie e l’espropriazione del centro storico ridotto a vetrina scheggiata visto il ritardo inverosimile dei principali lavori. Persino quelli nei pressi di San Pietro. Se n’ è accorto persino il Papa che ha denunciato la scarsa attenzione ai problemi dei più deboli, dei poveri. Manco la carità cristiana, ma solo affari che renderanno più ricchi i soliti noti.
La mobilitazione e la protesta è destinata a crescere per l’evidente ingiustizia della situazione e per la determinazione dei comitati che hanno organizzato la giornata e delle forze politiche che l’hanno sostenuta. Dall’Arci a Potere al popolo. Da Rifondazione Comunista al Pci. Dai giovani di Osa e Cambiare Rotta.
Ma sono soprattutto i rappresentanti dei sindacati inquilini e dei comitati radicati sul territorio che saranno una spina nel fianco di questa amministrazione che non avendo una opposizione in consiglio comunale, se la ritrova nella piazza michelangiolesca a far compagnia a Marcaurelio.
Colpisce l’arroganza con la quale il gruppo dirigente del Pd chiude a qualsiasi trattativa e ripensamento, nonostante che persino al suo interno qualche voce critica sia pur flebilmente si inizia a sentire. Talmente è insostenibile la situazione. E indifendibile.
D’altronde bastava aver visto la recente trasmissione di Report sui ritardi nei lavori del Parco Fluviale, sul porto turistico di Fiumicino per le crociere e sull’assurdo parcheggio adiacente al Tevere con le risposte autistiche del Sindaco e dell’assessore all’ambiente per capire che le decisioni che contano vengono prese altrove. I soliti costruttori e la speculazione finanziaria che si è mangiata l’economia reale, il lavoro e la politica persino in una citta come Roma che ha storia e risorse.
Ma quelli che comandano della storia capiscono poco e le risorse sono abituati a mangiarsele. Qualche guitto a balbettare giustificazioni lo trovane sempre: il Sindaco è nudo e non è un bello spettacolo.
Visto da qui la rinascita della citta passa per la ripresa del conflitto sociale e della partecipazione democratica.
