di Massimiliano Rossini—-

Rifondazione Comunista di Tivoli aveva visto giusto. Quando la liquidazione dell’ospedale San Giovanni sembrava inevitabile, è stata la sua voce a chiedere con forza i finanziamenti necessari per la ristrutturazione della struttura e l’urgenza di dotarla di un servizio essenziale come la risonanza magnetica. Grazie a questa battaglia, si è mobilitato un ampio movimento, che ha visto la partecipazione di associazioni e partiti politici come Potere al Popolo e il Partito Comunista Italiano.

Negli ultimi anni, il San Giovanni ha vissuto una fase critica, in uno stato di grave abbandono, va ricordato che è stato considerato il 4° ospedale peggiore d’Italia. Solo dopo l’incendio, che ha provocato  tre morti e la lotta che ne è seguita, è stato avviato un percorso verso l’ampliamento e la ristrutturazione del pronto soccorso, ora dotato della tanto attesa risonanza magnetica.

 Mentre il San Giovanni sta lentamente tornando a vivere, nuove preoccupazioni emergono all’orizzonte. Il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha recentemente rassicurato costruttori  e rappresentanti del Partito Democratico riguardo la costruzione di un nuovo ospedale situato a soli quattro chilometri dalla storica struttura. Questo non solo rappresenterebbe uno sperpero di denaro pubblico, ma solleva anche numerosi interrogativi.

La posizione contraria ai piani del Presidente Rocca e del PD  si basa su argomentazioni solide: prima fra tutte le problematiche morfologiche del terreno scelto per la costruzione del nuovo ospedale, segnalate da esperti. La situazione dei servizi sanitari sul territorio è critica, ci sono priorità ben più urgenti da affrontare. A Tivoli c’è bisogno immediato dell’apertura di un secondo consultorio – come previsto dalla legge – oltre a miglioramenti sostanziali dei servizi attuali, che faticano ad erogare una sanità adeguata.

Le lunghe liste d’attesa sono diventate un dramma quotidiano per i cittadini di Tivoli e di tutta la valle dell’Aniene, come si registra anche dallo “sportello della salute” attivato dai militanti del PRC di Tivoli. Ogni martedì assistiamo, infatti, alla frustrazione di decine di persone in attesa di visite specialistiche senza il rispetto dei tempi previsti dalle ricette mediche. La carenza dei medici di base rappresenta un ulteriore grave problema; molti cittadini si trovano senza assistenza sanitaria dopo il pensionamento del proprio dottore curante.

Perciò i compagni e le compagne della federazione di Tivoli non intendono fermarsi, continueranno la lotta contro quella che considerano un’ inutile costruzione del nuovo ospedale a pochi chilometri dal San Giovanni. L’obiettivo è chiaro: garantire servizi sanitari dignitosi ed efficienti prima di intraprendere qualunque altro progetto che rischia solo di aggravare una situazione già precaria.

La battaglia continua,  alzeremo ancora la nostra voce affinché le priorità siano chiare e tangibili nella programmazione sanitaria della regione Lazio.