di Roberta Cecili—-
Che il Giubileo sia da sempre l’occasione ghiotta per arricchimenti illeciti è dato quasi per scontato e vale anche per il prossimo, a un mese e mezzo dal suo inizio.
Nei giorni scorsi, infatti, la Guardia di Finanza ha visitato e perquisito alcuni uffici del Comune di Roma requisendo gli atti relativi ad alcune “gare di appalto” per il rifacimento del manto stradale rispetto alle quali si ipotizzano i reati di corruzione, turbativa d’asta e frode in pubbliche forniture.
L’accusa riguarda 5 funzionari capitolini che pare abbiano chiuso un occhio (ma anche tutti e due) favorendo gli appetiti di un imprenditore che tagliava i costi dei materiali utilizzati usandone di qualità inferiore rispetto a quanto previsto dal bando di aggiudicazione della gara, così che il lavoro non si completava mai e bisognava rifarlo. Buca su buca!
E questa è la notizia, che non fa poi tanta notizia! La vera notizia è che anche questa volta il Giubileo viene “interpretato” dalle Amministrazioni coinvolte (Roma su tutte) come un’occasione per rifarsi il look a beneficio delle miriadi di turisti che fra 45 giorni occuperanno la Capitale e anche del Vaticano che ha messo bocca su tutto quello che ha comportato i vari cantieri aperti. Tutto ciò premesso risulta, quindi, altamente improbabile che un giro di affari così non faccia gola a gente senza scrupoli, come dimostrato da questa vicenda.
Fatto salvo che non si può con certezza affermare che una rincorsa alla rimessa a nuovo della Capitale favorisca sicuramente il malaffare è però evidente che un progetto a lungo termine, dove si programmi per tempo la sua ‘remise en forme’, anno dopo anno, probabilmente ridurrebbe le occasioni di speculazione ma anche i disagi ai quali i cittadini sono sottoposti.
E non può essere una scusa trincerarsi dietro il solito refrain della mancanza di fondi: la capacità di un’ amministrazione sta anche nel trovarli e nel gestirli nel migliore dei modi, provando a risolvere questioni da troppo tempo aperte che non riguardano solo la sistemazione delle strade ma come la città “viva” vive il suo quotidiano tra disagi di ogni tipo e non solo per i cantieri! Eloquente è l’ultimo rapporto della Caritas sulla povertà dove i dati, riguardo Roma, fanno emergere una situazione di “povertà abitativa” critica (nella Capitale ci sono tra i 120mila e i 150mila appartamenti vuoti mentre 30.000 persone hanno chiesto un contributo per l’affitto, 22.000 persone sono senza fissa dimora, 350 risultano gli insediamenti abusivi soprattutto nel I e II municipio e 2.000/2.500 gli alloggi occupati) rispetto alla quale le risposte della giunta Gualtieri restano carenti, concentrata, come evidentemente è, sull’occasione che il Giubileo offre come vetrina sulla quale basare la prossima rielezione.
Se poi di tutto questo malessere se ne giovano i soliti “malaffaristi” di cosa ci stupiamo? La fretta si sa non è mai stata buona consigliera.
