di Germano Di Francesco—-
Il Consiglio comunale di Civitavecchia si pronuncia all’unanimità contro la realizzazione del porto crocieristico di Fiumicino-Isola Sacra dopo aver esaminato tutti gli aspetti economici, ambientali, occupazionali.
Il progetto è stato inserito, in modo del tutto incomprensibile visti i tempi e le finalità, dal Governo italiano tra le opere strategiche necessarie alla realizzazione del Giubileo del 2025.
Ma quali sono le caratteristiche salienti del progetto prese in esame dal Consiglio comunale? Innanzitutto lo straordinario aspetto di privatizzazione: nella vigente legislazione italiana i porti, oltre la piccola dimensione di un diporto locale, sono considerati infrastrutture di interesse nazionale e sottoposti ad una speciale legislazione di controllo che copre tutti gli aspetti gestionali: affidamento dei servizi, esercizio delle banchine, disciplina del lavoro… mentre il progetto prevede la proprietà esclusiva e la totale autonomia gestionale da parte della società privata “Royal Caribbean”. In buona sostanza per la prima volta un soggetto privato si appropria di un’area portuale rilevante.
Secondo elemento: Fiumicino ricade, dal punto di vista portuale e marittimo, nell’area di competenza dell’ ADSP (Autorità Di Sistema Portuale) del Mar Tirreno Centro-Settentrionale che va da Gaeta a Civitavecchia e che vede già la presenza, a Civitavecchia, di uno dei maggiori porti crocieristici d’Europa. L’ADSP ha tra i suoi scopi principali lo sviluppo armonico della propria area di competenza ed il progetto, per le dimensioni e la rilevanza, sono in netto contrasto con le finalità dell’Ente.
