di Luigi Mingarelli—-
Dopo gli arresti del Sindaco e di altre 13 persone tra impiegati comunali e imprenditori, a Ceccano vanno avanti le indagini. Tutti aspettiamo l’evolversi della situazione giudiziaria, convinti che si sia solo all’inizio dello scandalo che ha sconvolto la cittadina ciociara. Caduta l’amministrazione dopo le dimissioni di 12 consiglieri comunali, appena insediato il commissario prefettizio, Ceccano2030 ( di cui Rifondazione comunista è parte attiva) ha ritenuto indispensabile inviargli formale richiesta di revoca della delibera di giunta n.112 del 17.05.24 sulla privatizzazione del servizio tributi, pubblicata sull’albo pretorio la mattina stessa della tempesta giudiziaria.
La recente inchiesta, che vede coinvolta la nostra comunità, ha rilevato la natura delittuosa nel modo di operare del Sindaco Caligiore, che con l’ausilio degli altri indagati ha approvato una serie di delibere, a nostro avviso, inevitabilmente viziate e compromesse proprio per quanto accertato fino ad oggi dalla magistratura. Com’è logico aspettarsi, ora i politici di palazzo sono in fermento per cavalcare l’onda del malcontento e della delusione. La troppa fretta e, soprattutto, la totale assenza nei mesi scorsi di iniziative volte a smascherare la giunta Caligiore, da parte di chi ne era opposizione, sta fomentando più critiche che consensi.
Anche il richiamo all’unità a qualsiasi costo non sembra avere così tanto appeal, molti sono sicuri del fatto che si tenterà di riciclare anche quelle e quei politici che hanno avuto gravi responsabilità non contrastando la prepotenza del Sindaco, ma difendendolo a spada tratta ad ogni occasione.
Le cittadine e i Cittadini sono stanchi, delusi, arrabbiati e chiedono a gran voce che ci sia partecipazione, rinnovamento, nuovi volti e nuove idee, e le partecipate assemblee messe in atto dal collettivo Ceccano2030 ne sono testimonianza diretta. La città tutta è ancora scossa, ma la voglia di rivalsa e di legalità è fortissima, ed ha spinto a prendere posizione.
Infatti, ieri 3 novembre 2024, le strade di Ceccano sono state attraversate da più di mille persone che, messe da parte ideologie e appartenenze, hanno marciato in silenzio fin sotto il palazzo del comune, spalla a spalla, per chiedere che sia fatta giustizia e che la prossima amministrazione sia portatrice di trasparenza e legalità. Per la prima volta dopo tanto tempo la città “s’è desta”, ha riassaporato il gusto della piazza, di una manifestazione solidale e unita.
Arriverà il tempo di chiarirsi anche con chi, in piazza, è venuto per ripulirsi la coscienza, e tentare di riciclarsi attraverso partecipazioni a comitati trasversali, ma non faremo sconti a nessuno su questo. Oggi, però, conta la speranza che pervade Ceccano e che può e deve trasformarsi in partecipazione attiva alla vita politica e amministrativa della città, per attivare la capacità delle cittadine e dei cittadini al controllo sistematico della casa comune.
