di Roberta Leoni—-

Quella che si celebra il 4 novembre il Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate è in realtà una giornata di proselitismo militarista e bellicista.

“Il Villaggio  Difesa” realizzato a Circo Massimo ha fatto sì che Roma sia diventata, per un’intera settimana (dal 28 ottobre), sede di un enorme dispiegamento di forze armate, per mostrare il fascino della divisa ai giovani che sono stati il principale target dell’evento, in vista di un  futuro reclutamento.

Il Villaggio difesa “è partito col botto”, scrive il “difesamagazine”, interrogandosi sul  perché un evento di così elevato interesse pubblico sia durato così poco.

La propaganda volta alla militarizzazione della società emerge nelle parole di Crosetto: [….] “le Forze Armate sono l’unico, il principale presidio di libertà, di democrazia e di sopravvivenza delle istituzioni. E ce lo ricordano le guerre, perché la libertà e le istituzioni sono fragili e possono essere messe in discussione ogni giorno, perché la forza e la deterrenza sono il presupposto della pace e della libertà”.

Non la scuola, il Parlamento, le Università e con essi tutti i luoghi di partecipazione attiva (partiti compresi!) sono i presidi di libertà, ma le forze armate, per poi lasciare intendere, come questi siano minacciati e le guerre a questo punto diventino essenziali per la difesa delle istituzioni!

Nella retorica revisionista, che accompagna il 4 Novembre, dimentica il ministro che la principale causa delle guerre attualmente in corso sono le ambizioni monopolistiche degli stati (in primis) gli USA, la competitività per lo sfruttamento barbarico delle risorse, il nuovo imperialismo mondiale.

Il 4 Novembre è una ricorrenza che ha il Revisionismo nel suo DNA originario. La data della vittoria di Vittorio Veneto è stata scelta proprio per fare dimenticare cosa sia stata la prima guerra mondiale: si ricorda la vittoria ma si dimentica Caporetto, si dimenticano i milioni di morti, le decimazioni, le fucilazioni inflitte dalla Corte Marziale ai disertori, agli ammutinati, a coloro che si infliggevano mutilazioni pur di non combattere. Si dimentica cosa sia stata la guerra di trincea, le condizioni dei soldati, la fame, le malattie e quanto abbia colpito anche l’intera società civile. Si dimentica la pace punitiva inflitta alla Germania e le sue conseguenze.