di Loredana Fraleone—-
Più numerosa e partecipata della prima, la seconda marcia della pace a Tivoli, con una presenza significativa della Comunità del centro Al Abrar di Tivoli. Visibili molte bandiere della Palestina sventolate con fierezza dai numerosi bambini della Comunità, che nonostante tutto hanno vivacizzato il corteo e le piazze di partenza e di arrivo. Uniche bandiere di partito presenti quelle di Rifondazione Comunista, che ha organizzato e partecipato insieme a COBAS, Quarantotto piazze e molte altre associazioni ad una manifestazione nella quale gli slogan più gridati sono stati quelli sulla pace e la libertà, con particolare riferimento alla Palestina.
Partito da Tivoli il corteo si è diretto alla confinante Guidonia, dove si sono avvicendati interventi che hanno messo un accento particolare sulla strage di bambini nelle guerre, una ferita per il futuro di tutta la comunità mondiale.
Massimiliano Rossini, segretario della Federazione del PRC di Tivoli, ha messo in evidenza il legame tra la guerra e il degrado in cui vivono gli abitanti della zona, divenuta ormai un’emarginata periferia romana, con assenza o malfunzionamento dei servizi essenziali, dalla sanità ai trasporti.
I responsabili della guerra sono anche i responsabili della restrizione dei diritti e dell’agibilità politica di chi vorrebbe cambiare la situazione, ma non sarà certo la repressione delle lotte da parte di un governo che intende confrontarsi così con i sempre più gravi problemi sociali, a fermarle e a impedire una crescente presa di coscienza da parte di chi li vive.
