di Pier Giuseppe Arcangeli—-

L’inquisito Sgarbi Vittorio si è dimesso da sottosegretario alla cultura del governo Meloni Giorgia: una buona notizia (a Roma si dice “E ‘sti cazzi!”). 

Ma pochi eletti – elettori viterbesi a parte –  sanno che l’Onorevole non ci pensa proprio a mollare la sua poltroncina barocca al Comune di Viterbo. Dopo essere stato sindaco di Sutri, dove s’è guadagnato il titolo di Kamasutri, lo strafamoso critico d’arte, in odor di ricettatore a tempo perso, è apparso alla Sindaca Frontini in tutto il suo irresistibile splendore. E siccome la casella dell’Assessorato alla Cultura era già occupata – per obblighi contratti in campagna elettorale dalla sindaca e dal suo cartello di destra-centrodestra-c’entroanch’io e pure un friccico di centrosinistra – per Lui e la sua pallidezza di narcisaccio televisivo è stato inventato un Assessorato alla Bellezza, niente popo’ di meno (sempre a Roma – e ormai in provincia – s’intende “E me cojoni!”).

Onore al merito e ai risultati: due mostre partorite dalla sua testa canuta ma piena ognora di gratuite stragrandi idee, costate ‘na cifra al bilancio comunale, con pieno insuccesso di pubblico e di critica… E mentre tutti (quasi!) si aspettano che mantenga la solenne promessa di portare la ‘macchina di SantaRosa’ in Mondovisione, arriva il minaccioso annuncio di altre due mostre per l’anno corrente: gli affari corrono…

Nel frattempo – mormora chi male pensa – sta pensando di correre via anche la giovane sindaca senza portafoglio: forse per la Provincia, forse addirittura e perché no per l’Europa… chissà.

E chissà che Viterbo dalle belle mura ciclocircondate di rosso pompeiano non riesca ad avere un sindaco sgarbato a piede libero, in confronto al quale quello di Terni è una vera mammola*!?

* Voce toscana che sta per ‘viola di fresca modestia e pudicizia’.