di Luigi Mingarelli – circolo “5 aprile” – PRC/SE – Unione Popolare—–
Il sindaco di Ceccano, Caligiore, è colpito da una grave “mancanza di memoria”, come si vede dall’articolo di un quotidiano locale, rispetto alle polemiche sul possibile abbattimento della quercia secolare posta davanti la chiesa Madonna delle Grazie.
Nell’articolo si cita Bosco Faito, omettendo che Rifondazione Comunista fu da subito in difesa del monumento boschivo contro la vergognosa decisione della giunta Storace, di destra, di consentire un centro commerciale all’interno del Bosco Faito.
Nella successiva giunta Marrazzo, il Prc, insieme ai Verdi e altri, riuscì a fermare l’iter iniziato da Storace, salvando quel polmone verde, di cui adesso, paradossalmente, è la giunta Caligiore a vantarsi.
Le contrapposizioni allora furono feroci, con denunce e minacce, ma per la nostra determinazione e il coinvolgimento di tantissimi cittadini, Marrazzo destinò il bosco alla sua conservazione contro un uso commerciale, col Decreto n. 127/2009 che istituiva il “Monumento Naturale Bosco Faito”.
Chi oggi amministra Ceccano dovrebbe andare a rileggerne la storia, ammettendo che il tentativo di deturpare un monumento naturale così rilevante riguarda esclusivamente la destra. Chiedere quindi che, in caso di un necessario abbattimento della vecchia quercia venga salvaguardato e ampliato quello spazio verde non riguarda montature politiche, bensì sostenere un nuovo modello di sviluppo di Ceccano, di cui i cittadini avvertono la necessità.
E’ perciò puerile chiedere nell’articolo: “se foste voi ad amministrare cosa fareste? Rischiereste che la quercia cada su chi passa là sotto?”
Caro Caligiore, chi amministra deve prendersi la responsabilità di fare delle scelte, anche impopolari se necessario, non scarichi perciò le responsabilità su chi non e’ contrario all’abbattimento della quercia, nel caso che per gli esperti sia l’unica via praticabile, ma ascolti la richiesta di una riqualificazione verde dell’area, visto pure l’abbandono del parco giochi. Noi continueremo, a sostenere il percorso del collettivo Ceccano2030, convinti che sia arrivato il momento di progettare la città dal basso, insieme ai cittadini di quell’altra Ceccano, che vogliono vivere nel futuro.
